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SI COMINCIA CON I VACCINI E DOVE SI ARRIVA?
Il potere dello stato sul nostro corpo apre la porta alle aberrazioni più terribili: non è una fake news, ma storia
di Enzo Pennetta

Iniziamo subito con una premessa, l'associazione tra obbligo vaccinale ed altri tipi di obbligo, come ad esempio l'obbligo eugenetico, ha un precedente storico, non si tratta quindi di una speculazione gratuita. Il caso è citato sul libro associato al mensile Le scienze di Luglio "La fine del sesso" di H.T. Greely.
Si tratta della vicenda de "La figlia di Carrie", l'anno è il 1927 quando la Corte Suprema si pronunciò per la sterilizzazione forzata di Carrie Buck, una ragazza alla quale venne diagnosticata una 'debolezza mentale', motivo per il quale negli USA di quel tempo era spesso praticata tale misura eugenetica. Quello che è particolarmente interessante è quanto venne detto al riguardo dal giudice Oliver Wendell Holmes, il più autorevole giurista dell'epoca:
Abbiamo visto più di una volta che il bene comune può esigere dai migliori cittadini il dono della loro stessa vita. Sarebbe strano che non potesse fare affidamento su coloro che già minano la forza dello stato per un sacrificio che per loro sarebbe minore… Sarebbe meglio per tutto il mondo se, invece di aspettare a giustiziare per i loro crimini discendenti degenerati o di far vegetare degli imbecilli, la società impedisse a coloro che sono chiaramente non idonei di dare un seguito alla loro schiatta. Il principio su cui poggia la vaccinazione obbligatoria è abbastanza ampio da coprire anche la resezione delle tube uterine.
"Tre generazioni di imbecilli bastano", questa frase resterà celebre come sintesi della mentalità eugenista. Viene riferito che il solo a dissociarsi dalla sentenza fu Pierce Butler, unico componente cattolico della Corte.
Nel libro di Greeney viene precisato che la sentenza del caso Buck è oggi generalmente condannata anche se non annullata, analizzandone però le motivazioni l'autore giunge alla conclusione che essa è corretta e che può essere considerata errata solamente nella misura in cui l'avere figli è diverso dalla vaccinazione.
Ma il fatto stesso di aver riportato il caso lo pone come un possibile argomento per situazioni future, se infatti lo stato può obbligare alla vaccinazione per prevenire casi di morte o infermità, analogamente potrebbe in caso di fecondazione assistita obbligare alla selezione di embrioni per evitare la nascita di persone portatrici di qualche malattia.
A questo punto esistono solo due possibilità: o viene proibita la PGD facile (fecondazione assistita a basso costo) o una qualche forma di coercizione diventa inevitabile. Se infatti la PGD viene praticata lo Stato di fronte ad un individuo 'non desiderabile' potrebbe lasciare libertà di scelta o potrebbe obbligare in un senso o nell'altro: tenere un embrione anche se malato oppure obbligare ad eliminarlo. Greeney afferma:
"Se lo Stato vi dice che non potete selezionare un embrione che diventerebbe un bambino con una malattia grave, è poi qualcosa di differente dallo stato che vi dice che dovete prendere misure ragionevoli (come la vaccinazione, cibo sano, protezione dagli elementi naturali) per proteggere figli già nati?"
E qui si verifica l'intreccio con la recente vicenda del piccolo Charile Gard, se lo Stato di fronte ad un individuo malato e non guaribile può imporre la sua soppressione, quanto più lo farà se l'individuo è ancora allo stato iniziale? Coerentemente con questo precedente la decisione non verrebbe lasciata ai genitori e scatterebbe l'obbligo all'eliminazione. Ai genitori resterebbe invece la facoltà di selezionare gli embrioni portatori di caratteri 'desiderabili', l'unica libertà possibile nella società eugenetica è assecondarla liberamente.
Ecco che gradualmente va dispiegandosi uno scenario nel quale su un tappeto di buoni propositi (la salute del nascituro, la lotta all'infertilità, l'eliminazione delle malattie genetiche…) si edifica una società anti umana più che post umana, una società dove la persona è considerata esclusivamente come corpo biologico sano analogamente ad un animale da allevamento, e come gli animali da allevamento non ha diritto sulla decisione di vita o di morte.
Il passaggio fondamentale per giungere alla società eugenetica è far accettare l'espropriazione del corpo.

 
Fonte: Critica Scientifica, 06/08/2017


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