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RISPOSTA ALL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA'
Comunicato stampa di Scienza & Vita di Siena
di Scienza & Vita Siena

Leggiamo il comunicato stampa n. 1483 del 12 ottobre 2016 del Consiglio Regionale circa la risposta che l'Assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi ha fornito a fronte di una interrogazione in merito alla corretta ed omogenea applicazione della legge 194.
In tale risposta si esprime soddisfazione nel vedere come il numero assoluto di aborti nella regione sia in costante calo, consentendo quindi di ridurre il tasso abortività fino a 7,7 aborti ogni donne in età feconda. Allo stesso tempo si esprime la ferma volontà di facilitare l'accesso all'aborto alle donne immigrate, per le quali lo stesso tasso di abortività è di più di tre volte superiore a quello delle donne italiane per motivi, secondo l'Assessore, legati ad "un accesso tardivo ai servizi".
A tal proposito prendiamo atto anzitutto che a quanto pare non esiste un problema legato alla presenza degli obiettori di coscienza negli ospedali, tema che invece viene spesso tirato fuori per giustificare difficoltà di accesso all'aborto da parte delle donne. La risposta dell'Assessore ci dice che in Toscana non c'è un problema di obiettori. Cercheremo di ricordarcene tutti.
In secondo luogo, può essere interessante osservare il numero degli aborti non tanto in relazione alle donne in età fertile, quanto invece al numero dei nati vivi. In questo caso il dato che scaturisce a nostro modo di vedere fornisce una chiave di lettura di altro tipo, a nostro avviso molto meno soddisfacente. Infatti nel 2015 ci sono stati in Toscana 6.100 aborti a fronte di 27.494 nati, pari al 22.2%. Come dire che ogni 5 bambini che nascono, uno viene abortito! Possiamo dire di essere soddisfatti per questo?
Tanto per rimanere in tema di statistiche, va anche osservato che le nascite in Toscana sono passate dalle 31.574 del 2011 alle circa 27.500 del 2015, con un calo quindi del 14.7%; un crollo che ci dice che nella nostra Regione (e nel nostro Paese) il problema non è la corretta ed omogenea applicazione delle legge 194, ma molto più drammaticamente il fatto che non si fanno più figli!
Aggiungiamo la costante e inarrestabile diffusione della cosiddetta "contraccezione di emergenza", ovvero delle pillole del giorno dopo e dei 5 giorni dopo e comprendiamo che in realtà la diminuzione assoluta degli aborti è dovuta ad un crollo generale della fertilità e allo spostamento dell'aborto all'inizio della gravidanza e quindi fuori dalle statistiche.
C'è ben poco da rallegrarsi pertanto. I bambini non nascono, le immigrate abortiscono spesso per non perdere il lavoro, ma il problema secondo l'Assessore è il miglioramento dell'accesso al servizio!
A questo punto siamo noi a chiedere all'Assessore:
- Riguardo alle immigrate si parla solo di facilitare l’accesso all’aborto e mai di potenziare l’ascolto e la risoluzione dei problemi. Nessuno ad esempio si pone il problema delle gravidanze delle badanti che spesso sono costrette dal datore di lavoro ad abortire pena la perdita del posto. Cosa si intende fare in proposito?
- In generale non si parla mai di prevenzione tramite aiuti, peraltro in spregio allo spirito della legge 194 stessa. Cosa intende fare la Regione in questo senso?
- Sono disponibili dati relativi alla correlazione tra calo della fertilità tra i giovani e stili di vita, compreso l'utilizzo precoce e ripetuto dei contraccettivi di emergenza?
- Vogliamo finalmente parlare di aiuto alle nascite invece di parlare sempre e soltanto di aborto come "diritto fondamentale"?

 


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