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IPOCRISIA SUL SUICIDIO: SE E' UN ATTO DI LIBERTA' PERCHE' VA PREVENUTO?
da UCCR online

Il 4/09 scorso il quotidiano "Repubblica" ha pubblicato un articolo sull'allarme dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) verso l'aumento del numero di suicidi nel mondo.
Secondo i dati più recenti, almeno 800mila persone si tolgono la vita ogni anno, un suicidio ogni 40 secondi, la seconda principale causa di morte nella fascia di età 15-29 anni. Lo studio è stato realizzato in vista della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, svoltasi il 10 e 11 settembre. L'OMS ha fatto dunque appello ai singoli Paesi perché elaborino piani di azione coordinati, poiché «la prevenzione del suicidio è un imperativo». Secondo i ricercatori, queste tragedie sarebbero "prevenibili" grazie a ricerche finalizzate ad «accrescere la presa di coscienza sul fenomeno e chiarire la posta in gioco».
Dall'articolo si rileva che sono sei i paesi europei che rientrano tra i primi 20 in assoluti più toccati dal fenomeno, con tassi di suicidio che vanno dal 35,5 ogni 100 mila della Bielorussia al 14,2 del Belgio. Molto più basse le cifre nei paesi a tradizione cattolica come l'Italia (4,7) e la Spagna (1). Quest'ultimo dato conferma, come abbiamo notato più volte, il fatto che il suicidio è frutto diretto di una solitudine esistenziale, di una noia del vivere, di una mancanza del senso delle cose, caratteristica comune delle società più secolarizzate.
Il fattore più curioso è però l'ipocrisia e la contraddizione delle nostre società e dei nostri quotidiani che, da un lato sono allarmati per l'aumento e per i numeri del suicidio, e dall'altro spingono affinché esso venga concepito come diritto. Ma se non si possono limitare i diritti perché si potrebbe prevenirli? Da una parte Umberto Veronesi consigli chi non ha più voglia di vivere di «procurarsi una corda o di aprire una finestra: non c'è altra soluzione legittima o accettabile» e dall'altra si creano giornate mondiali per la prevenzione del suicidio.
Nella civiltà del benessere, della laicità, del raggiungimento delle libertà individuali, della moda dei diritti, della dittatura del desiderio…il suicidio diventa uno dei maggiori problemi di salute pubblica. Allora si corre alle strategie di prevenzione ma contemporaneamente si approva pubblicamente ed eticamente l'eutanasia per chi non ha più voglia di vivere e si celebrano gli aspiranti suicidi come coraggiosi paladini della libertà. Schizofrenia?

 
Fonte: UCCR online, 03/10/2014


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