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MENDEL DAY: PER RICORDARE L'AMICIZIA TRA FEDE E SCIENZA (QUELLA VERA)
Venti conferenze in altrettante città italiane hanno aderito alla manifestazione: anche noi di Siena ospitiamo prestigiosi ospiti
di Paolo Delprato

Tra le tante "leggende metropolitane" a cui siamo sempre più esposti, ce n'è una particolarmente insidiosa che, per colpa del complesso di colpa che ormai affligge in maniera incomprensibile tutto ciò che è associato alla fede e al cristianesimo, rischia di passare come verità nella nostra società e nelle nostre scuole.
Si tratta della "leggenda" della presunta incompatibilità tra fede e scienza. E' infatti sempre più frequente sentire "scienziati" anche popolari (il che non è spesso sinonimo di qualità) dichiarare solennemente che il "buon scienziato" è quello non credente, meglio ancora se ateo. E' un po' come l'altra "leggenda" che vorrebbe che l'unico medico "buono" sia quello che non fa obiezione di coscienza, ovvero quello che non si ferma mai, nemmeno di fronte al rispetto per la vita, ma prosegue indefettibile esclusivamente guidato dal "desiderio" del paziente e non dal suo bene.
La realtà è ben diversa: lo scienziato onesto cerca, si pone domande e non esclude aprioristicamente nessuna spiegazione. In altri termini, si pone in ascolto con rispetto di ciò che osserva e se quello che scopre lo mette di fronte alla prospettiva che, come dice il Premio Nobel Carlo Rubbia, "la natura è costruita in maniera tale che non c'è dubbio che non sia costruita così per un caso". Lo scienziato quindi si ferma onestamente a contemplare e a rispettare questo mistero, come il medico dovrebbe fermarsi e rispettare la vita umana anche germinale che ha di fronte.
Dalla volontà di confutare questa ingiusta leggenda metropolitana, che tra l'altro dimentica che la stragrande maggioranza di scoperte scientifiche che hanno cambiato il volto del nostro mondo sono state fatte da scienziati credenti e cristiani, nasce l'idea di portare in giro per l'Italia i "Mendel Day" da Gregor Mendel (1822-1884), il frate agostiniano considerato il precursore della moderna genetica grazie ai suoi esperimenti sui piselli.
Tra febbraio e marzo 2014 i Mendel Day animeranno una trentina di città italiane e vedranno il contributo di storici, filosofi, medici, scienziati di varia estrazione e di notevole caratura, tra i quali si segnala la significativa presenza di Domenico Coviello, co-presidente nazionale di Scienza & Vita; di Paolo Musso, membro del SETI Permanent Study Group per la ricerca della vita nel cosmo nell'ambito dell'International Academy of Astronautics; di Massimo Gandolfini, vicepresidente nazionale di Scienza & Vita e di tanti altri...
Scienza & Vita Siena è lieta di aggiungere la propria presenza a questa prestigiosa iniziativa organizzando il "Mendel Day di Siena" previsto per il prossimo 7 marzo alle 21.15 presso la sala g.c. dal Centro Culturale Benedetto XVI in via Aretina 174.
Relatori della conferenza saranno Enzo Pennetta (naturalista) che svolgerà la propria riflessione dal titolo "Da Mendel a Lejeune: scienza, genetica e fede" e Carlo Bellieni (neonatologo) che illustrerà il tema "Sento, dunque sono: la scienza e la vita prenatale".
Un evento importante che rappresenta un momento di grande rilevanza per la nostra città e che, auspicabilmente, sarà di indubbio richiamo e contenuto.
Come sempre Scienza & Vita Siena è in prima fila per proporre a tutti riflessioni di grande interesse che favoriscano il dibattito e la riflessione pubblica troppo spesso in mano alla superficialità e alla faziosità.
Per ulteriori informazioni potete consultare il nostro sito internet, cliccando qui!

 
Fonte: Scienza & Vita Siena, 15 febbraio 2014


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