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LE DITTE FARMACEUTICHE SI SONO FATTE AUTOGOL
Le riflessioni della vicepresidente di Scienza & Vita di Siena, medico e madre di due bambine
di Angela Petraglia

Negli anni '80 molti ragazzi sono cresciuti con l'eco di un professore che entrava in classe, raccoglieva un preservativo dalla sua sedia e chiedeva: ''Di chi è questo?'' e gli alunni, uno ad uno, si alzavano e rispondevano con fierezza: ''E' mio!''. Poi c'è stato il boom della pillola: durante gli anni del liceo, non eri ''donna'' se non la prendevi e appena la tua ginecologa te la prescriveva (magari con la scusa di combattere un'eccipiente acne giovanile o un abominevole ovaio policistico) la tua compagna di banco era la prima a saperlo.
Guardando adesso la tv ho notato il seguente spot: c'è una coppia di fidanzati e/o conviventi seduti su un rassicurante divano che parlano ad un ipotetico intervistatore del loro metodo contraccettivo. Il dispositivo da essi usato funziona monitorando gli ormoni che controllano direttamente il ciclo mestruale. I test raccolgono gli ormoni della prima urina della giornata e li elaborano in informazioni, lette dal monitor; quest'ultimo legge, archivia e usa tali dati per sapere se si è a rischio di gravidanza (giorno ''rosso'') o si è libere di avere rapporti sessuali senza usare un contraccettivo (giorno ''verde''). In poche parole tenta di computerizzare i metodi naturali con risultati forse leggermente meno affidabili ma comunque buoni.
Ciò che mi ha lasciato perplessa è una frase che dice la ragazza dello spot: ''Volevamo un metodo contraccettivo senza controindicazioni ed effetti collaterali''! E allora mi son detta: ''Perbacco, le ditte farmaceutiche si sono fatte autogol!'' Sì, perché se io fossi una donna che da anni assume la pillola fidandomi ciecamente della mia ginecologa e non mi sono mai chiesta quali effetti collaterali potesse avere, a sentire queste parole, mi chiederei: ''E quali controindicazioni ci sono nella mia banalissima e comodissima pillola?''. E allora scoprirei che l'uso continuativo della pillola estro-progestinica ha effetti abortivi; che le pillole di nuova generazione sono sì a basso dosaggio ormonale, ma così basso che non riescono a impedire l'ovulazione ed agiscono al livello successivo, ossia impediscono l'annidamento dell'embrione appena concepito (agendo pertanto come pillola abortiva e non contraccettiva); che l'assunzione prolungata del farmaco ''assopisce'' a tal punto l'apparato riproduttivo della donna, che quando essa deciderà di avere un figlio è molto alta la probabilità di insuccessi (con conseguenze psicologiche sulla donna e sulla coppia). E riguardo al preservativo, potrei scoprire che nei paesi in via di sviluppo, dove è stata svolta una massiccia promozione del profilattico, l'incidenza dell'AIDS è aumentata, perché si fa passare l'idea del sesso sicuro quando in realtà l'unico modo per evitare il contagio è l'astinenza e l'educazione alla fedeltà coniugale.
Mi chiedo, a questo punto, quanto i ginecologi si impegnino a dare le corrette informazioni; quanto ne sappiano e quanto parlino dei metodi naturali che, a differenza del preservativo, hanno un'efficacia scientifica del 99% cioè uguale alla pillola? Quante ragazze nella nostra provincia sanno che a Siena il Centro di Aiuto alla Vita organizza corsi gratuiti per imparare i metodi naturali? Ed infine: quanti aborti silenti avvengono ogni giorno per pura ignoranza? L'anno scorso con mio marito e le mie due figlie sono stata alla grande Marcia per la Vita che ha raccolto a Roma ben 15.000 presenze. Anche quest'anno da Siena noi di Scienza & Vita organizzeremo il pullman per partecipare domenica 12 maggio 2013 alla Marcia per la Vita. Già da ora teniamoci liberi per partecipare a questo grande evento!

 
Fonte: Scienza & Vita di Siena,13 dicembre 2012


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