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L'ADOZIONE DEGLI EMBRIONI CRIOCONSERVATI E' DISUMANA
Un fine buono non rende leciti mezzi in sé illeciti
di Cristian Ricci

Il Presidente dell'Associazione Scienza & Vita Pontremoli fa sapere che non condivide la posizione del Presidente Nazionale, Prof. Lucio Romano, riguardante la presenza di un fondamento etico nell'adozione per la nascita (APN), o adozione prenatale, degli embrioni crioconservati a seguito di trattamento con tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), emersa nel corso del X Congresso Nazionale.
Il disaccordo si basa sul principio che un fine buono, non rende leciti mezzi in sé illeciti. Infatti, condurre alla nascita questi embrioni significherebbe applicare pratiche indegne dell'essere umano, come sono la crioconservazione, la procreazione medicalmente assistita e la gestazione effettuata da donna diversa da quella il cui ovocita è stato fecondato.
Ritengo che le linea proposta dal Prof. Romano sia in antitesi con lo scopo stesso che ci prefiggiamo come Associazione e cioè quello di una scienza a servizio dell'uomo, infatti se questa fosse la linea predominante, la nostra Associazione sosterrebbe, di fatto, che alla scienza è consentito fare anche ciò che è moralmente errato!
La soluzione che dovrebbe sostenere Scienza & Vita su questo tema è ribadire un ferma contrarietà alle pratiche di PMA, che in sé sono indegna dell'essere umano e producono conseguenza deleterie, come quella di specie, che non hanno soluzioni moralmente accettabili.

 
Fonte: Scienza & Vita Pontremoli, 29/11/2012


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