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LA QUESTIONE DELLA PRESCRIZIONE MEDICA PER LA PILLOLA ABORTIVA
Ormai interessa solo la burocrazia che ruota intorno all’aborto: omicidio reso diritto
di Tommaso Scandroglio

L’Agenzia europea dei medicinali (EMA) quando approvò il commercio della Ellaone – la famigerata pillola dei cinque giorni dopo – stabilì che la sua somministrazione avvenisse solo tramite prescrizione medica. E tale indicazione è ancora presente nella scheda tecnica dell’EMA e in un comunicato del 24 gennaio di quest’anno. Nonostante ciò, solo Germania, Polonia e Italia tuttora si attengono a tale regola. Si richiede ricetta non perché l’EMA consideri la Ellaone come preparato con possibili o quasi certi effetti abortivi, ma perché all’opposto la considera come “contraccettivo di emergenza” cioè come farmaco che – così si legge sul sito dell’Agenzia – “agisce bloccando o ritardando l’ovulazione”. Ergo serve una visita medica per escludere che la donna sia incinta e per valutare il suo stato di salute in previsione di possibili e nocivi effetti collaterali.
Ora il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung e l’emittente Deutsche Welle fanno sapere – ma siamo solo sul piano delle indiscrezioni – che forse l’EMA potrebbe cambiare parere sul punto, liberalizzando completamente il commercio della Ellaone. Infatti nell’aprile del 2013 fu depositata presso l’EMA una richiesta proveniente dalla casa farmaceutica produttrice della Ellaone, la HRA Pharma,  affinchè questo preparato abortivo fosse venduto senza ricetta in tutti i paesi europei e il prossimo 15 maggio dovrà essere rinnovata l’autorizzazione alla vendita: occasione ghiotta per togliere anche gli ultimi paletti alla vendita libera della pillola.
L’EMA avrebbe fatto sapere che, al di là di quello che deciderà, i singoli stati si devono attenere a ciò che lei stabilisce in termini di modalità di distribuzione e commercio dei farmaci. Aspetto contestato da molti giuristi i quali fanno notare che ogni stato è sovrano nel regolamentare la disciplina inerente la somministrazioni di farmaci e prodotti abortivi.
Daphne Hahn, responsabile di Pro Familia, la principale associazione di pianificazione familiare della Germania che presenta anche delle contiguità con l’organizzazione abortiva Planned Parenthood, ha affermato che “la maggior parte delle emergenze accadono durante il fine settimana o nei giorni festivi  e questo rende l’accesso alla pillola molto più difficile per le donne”. Dunque liberalizzando la vendita si risolverebbero i problemi di quelle fanciulle che hanno rapporti sessuali nel weekend – periodo in cui il proprio medico o lo specialista non sono facilmente raggiungibili - e poi temono di rimanere incinte. Inoltre “sappiamo – continua la Hahn - che molte donne hanno esperienze negative quando vanno nelle cliniche”, cioè a suo dire vengono trattate in malo modo.
Christian Albring, presidente dell’associazione ginecologi della Germania, è di avviso diverso e sostiene che la prescrizione è necessaria per più motivi: perché occorre escludere la presenza di una gravidanza, perché il preparato ha effetti collaterali gravi e perché la Ellaone non è adatta per ogni donna. Inoltre aggiunge che senza prescrizione il preparato costerebbe di più in farmacia.
La vita reale però, come è noto, precorre le leggi e così si scopre che il portale online Dr. Ed nel 2011 ha venduto varie pilloline abortive e contraccettive a 15mila donne, ovviamente senza prescrizione medica. Ma la dott.ssa Hahn non è ancora soddisfatta perché – così sostiene – la consegna a domicilio del preparato chimico è troppo lenta.

Uscendo dal merito della vicenda – prescrizione sì o prescrizione no – ciò che colpisce sta nel fatto che nell’agone massmediatico il problema morale e giuridico dell’aborto connesso all’uso della Ellaone è ormai superato. Il confronto mediatico si è spostato ormai da anni molto più in là: quanto liberalizzare l’aborto? Quanto renderlo più accessibili e fruibile? Non solo il nascituro è sparito dall’informazione di giornali, Tv e siti, ma addirittura lo stesso sig. Aborto è scomparso dalla scena. La querelle verte ora solo sulle procedure, più o meno snelle, per sopprimere i propri figli.
 
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana