Amici del Timone n°97 del 28 febbraio 2021

Stampa ArticoloStampa


1 IL MIRACOLO VACCINALE HA UN COSTO ELEVATO....
Le aziende farmaceutiche così sicure del loro prodotto che non pagheranno gli eventuali danni
di Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 LA VACCINAZIONE DI MASSA E' UNO SFACELO
Il virus muterà di più in senso più pericoloso, dovremmo fermarci subito e concentrarci sulle cure, anziché su una prevenzione impossibile: vaccinare tutti non si può, e chi non potrà farlo sarà molto più in pericolo
di Mike Whitney, scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org - Fonte: unz.com
3 LA FIABA DI CHICKEN LITTLE E IL CORONAVIRUS
La storia di Chicken Little insegna che la paura per la propria sicurezza è il modo migliore per spingere le masse ad accettare la soluzione indicata dai controllori (VIDEO: Chicken Little, il cartone della Disney del 1943)
di Aldo Maria Valli - Fonte: Radio Roma Libera
4 TRA POCO ANCHE IN ITALIA UNPLANNED, IL FILM DOVE L'ABORTISTA DIVENTA UN'EROINA PRO LIFE
La storia vera di una ex manager della Planned Parenthood che si licenziò dopo aver visto la cruda realtà dell'aborto
di Luisella Scrosati - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
5 BIDEN CATTOLICO PRO ABORTO. L'OSSIMORO AL POTERE IN USA
Al di là di ogni più fosca previsione, Biden è più che un cattolico non prolife, si rivela un forte sostenitore dell'aborto
di Marco Tosatti - Fonte: Stilum curiae
6 RISCHIO BLACKOUT IN EUROPA
Le politiche ecologiste si sono dimenticate della realtà
di Stefano Magni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana

1 - IL MIRACOLO VACCINALE HA UN COSTO ELEVATO....
Le aziende farmaceutiche così sicure del loro prodotto che non pagheranno gli eventuali danni
di Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 22/01/2021

Il caso dei 23 anziani deceduti in Norvegia dopo la somministrazione del vaccino ha portato in evidenza l'insufficiente sperimentazione clinica causata dalla troppa fretta nella produzione del vaccino. Ma dai contratti che la Ue ha stipulato con le case farmaceutiche emerge che per eventuali danni, le case avranno il rimborso dei risarcimenti.
I vaccini anti Covid attualmente circolanti? Assolutamente sicuri ed efficaci. Parola delle ditte produttrici e dei governi europei che li stanno adottando. E chi dice il contrario si rende colpevole di "negazionismo sucida", come ha affermato nei giorni scorsi papa Bergoglio in veste di testimonial televisivo della campagna vaccinale.
Negazionismo? Vediamo un po'. Negli scorsi giorni è stato lanciato un allarme dalla Norvegia: nel Paese scandinavo sono morti 23 anziani ospiti di case di riposo che avevano ricevuto nei giorni precedenti il vaccino Pfizer-BioNTech. Una delle spiegazioni per questi decessi offerte dalla Norwegian Medicines Agency è il basso numero di soggetti over 85 coinvolti nei trials. Durante i test pare non siano stati fatti studi su pazienti over e fragili, instabili e con malattie in fase acuta. Insomma: insufficiente sperimentazione clinica.
Troppa fretta nel mettere in produzione il vaccino, così che non esistono sufficienti prove della sicurezza del vaccino rispetto ad una popolazione anziana e fragile. Per pazienti con più grave fragilità, anche gli effetti collaterali relativamente lievi dei vaccini possono avere gravi conseguenze. Questa conclusione è arrivata dopo l'autopsia di 13 dei 23 pazienti deceduti per cause "associate alla vaccinazione anti-Covid". L'esame ha evidenziato proprio l'incidenza letale dei comuni effetti collaterali nei pazienti in età molto avanzata, che presentavano gravi fragilità connesse proprio all'anagrafica. Non è solo il vaccino Pfeizer a presentare effetti collaterali preoccupanti.
In California, il secondo vaccino anti-Covid americano, della azienda Moderna rischia di subire uno stop dopo che si sono verificate gravi reazioni allergiche in vaccinati con uno specifico lotto. Gli esperti spiegano che esiste il rischio di anafilassi e di gravi reazioni allergiche al vaccino Covid-19 della Moderna, anche se ritengono che si tratti di un evento "estremamente raro".
Tuttavia il rischio di eventi avversi c'è, e le case farmaceutiche che producono i vaccini contro il Covid ne sono perfettamente consapevoli, e per non correre il rischio di dover pagare ingenti risarcimenti alle persone eventualmente danneggiate o morte in seguito alla vaccinazione, hanno stipulato contratti assolutamente blindati con l'Unione europea che possono farle stare tranquille. Nel caso di danni e contenziosi a causa dei vaccini, infatti, a pagare i rimborsi saranno gli Stati membri.
Per la precisione: i danni li pagheranno le aziende farmaceutiche, in carico alle quali restano le responsabilità oggettive, ma che successivamente verranno rimborsate dai governi con i soldi dei cittadini, compresi quelli italiani. La liberatoria è messa nero su bianco nel contratto stipulato dalla Commissione Ue con Curevac. Questo vaccino non è ancora stato autorizzato dall'Ema. L'Italia ne ha ordinate 30,2 milioni di dosi. Curevac è l'unica azienda ad aver reso pubblico il contratto. Gli altri produttori, come Pfizer/Biontech e Moderna, preferiscono ancora tenere tutto segreto. Non si sa, quindi, se le clausole inserite siano uguali. Ma la stessa Commissione ha spiegato che tutte le case farmaceutiche hanno richiesto determinate garanzie, senza specificare, però, cosa prevedano.
Per quale motivo l'Unione Europea ha deciso di garantire ai produttori questa protezione in caso di contenziosi legali con le persone danneggiate dai vaccini o i loro familiari? Il contratto, letto attentamente, può darci qualche rivelazione molto interessante. Si dice, infatti, che «le tempistiche di sviluppo accelerate per fornire la sperimentazione clinica e il programma di follow-up concordato con l'Ema comportano che il contraente (la casa farmaceutica) in nessuna circostanza può garantire, o assumersi alcuna responsabilità, al momento dell'entrata in vigore dell'accordo.
Quindi, si riconosce apertamente che ci sono state delle tempistiche eufemisticamente definite "accelerate". Questa rapidità di esecuzione non è affatto rassicurante rispetto all'efficacia necessaria per prevenire un'infezione da Covid-19. Non per nulla nei giorni scorsi un articolo del British medical Journal evidenziava che l'efficacia reale dei vaccini Moderna e Pfeizer dovrebbe arrivare al massimo al 30%. Per non parlare degli effetti collaterali, che come si sta constatando stanno diventando un problema non più eludibile. Ma tutto procede secondo i piani prestabiliti, e gli Stati membri dell'Unione Europea dovranno condividere questi rischi e saranno obbligati a pagare gli indennizzi. Una sorta di contratto capestro ipergarantista nei confronti delle case farmaceutiche. Un dono generoso e inspiegabile da parte dell'oligarchia europea.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 22/01/2021

2 - LA VACCINAZIONE DI MASSA E' UNO SFACELO
Il virus muterà di più in senso più pericoloso, dovremmo fermarci subito e concentrarci sulle cure, anziché su una prevenzione impossibile: vaccinare tutti non si può, e chi non potrà farlo sarà molto più in pericolo
di Mike Whitney, scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org - Fonte: unz.com, 10/02/2021

Immaginate se, a tutti gli effetti, il vaccino Covid contribuisse alla diffusione dell'infezione invece che ad arrestarla. Riuscite ad immaginare che catastrofe sarebbe? Sfortunatamente, ci sono segnali che è proprio quello che sta succedendo nei paesi che hanno attuato i programmi di vaccinazione più aggressivi.
Prendiamo Israele, per esempio. Nelle ultime 6 settimane, Israele ha vaccinato circa il 40% della sua popolazione di 9 milioni di persone, compresa la quasi totalità di quelle nella fascia di età più vulnerabile, quella degli ultrasessantenni.
È un bel risultato. Inoltre, secondo il dottor Daniel Landsberger, medico capo del Maccabi Healthcare Services "Solo 1 su 10.000 di quelli che hanno ricevuto il vaccino si è infettato con il Covid e nessuno di loro è stato ricoverato. Speriamo che, per la metà di marzo, si possa tornare alla vita normale." (NBC News).
Sembra tutto così bello, ma allora dobbiamo chiederci perché [in Israele] le vaccinazioni hanno di recente rallentato il passo e come mai il governo è alla ricerca di modi per costringere il pubblico a farsi vaccinare.
Perchè cosa del genere? Perché la gente esiterebbe a farsi vaccinare di fronte ad un successo così sorprendente?
Leggete questo estratto da un articolo del Times of Israel intitolato "Mentre la domanda dei vaccini crolla, Israele può ricorrere a programmi di incentivazione.":
"Mentre lo sforzo vaccinatorio di Israele, leader mondiale, sta rallentando a causa di un crollo della domanda, il Ministero della Salute e alcune aziende private stanno cercando dei modi per incentivare gli Israeliani a farsi vaccinare…. È stato deciso che sarà presentato per l'approvazione del Ministero delle Finanze un piano che permetterebbe alle HMO [Health Maintenance Organizations] di dare un'incentivazione economica ai membri del personale che convinceranno i pazienti a farsi vaccinare.
Il comune di Givatayim offrirà una detrazione fiscale sulle tasse comunali ad ogni famiglia vaccinata.
Pelephone, Yes! e Bezeq International [aziende di telefonia] hanno annunciato una collaborazione con la società di beneficenza "Latet," a cui doneranno un pasto caldo destinato ai bisognosi per ognuno dei loro 4.000 dipendenti che accetterà di farsi vaccinare…
Ci sono stati anche segnali preoccupanti da parte di operatori medici che hanno rifiutato di farsi vaccinare… La domanda è scesa del 50% da quando, il 12 gennaio, era stato vaccinato il numero record di 240.000 Israeliani. Non abbiamo spiegazioni sul perché la gente non venga…." ("As demand for vaccines plummets, Israel may resort to incentive programs", The Times of Israel)".
Che ve ne pare? Pasti gratis, detrazioni fiscali e persino ricchi bonus in busta paga. Chi non coglierebbe l'opportunità di farsi iniettare un intruglio sperimentale che è stato sviluppato in soli 8 mesi, ha saltato i test critici sugli animali, non ha mai terminato la fase 3 della sperimentazione sugli esseri umani e che è stato commercializzato in modo molto più stravagante di qualsiasi altro presidio farmaceutico della storia?
Sono tutti pazzi cospirazionisti e anti-vax o sono solo persone comuni che seguono le notizie e traggono le loro conclusioni sull'efficacia e la sicurezza di questi "innovativi" vaccini mRNA? La scorsa settimana, lo scrittore Alex Berenson ha riassunto così la situazione sul suo account Twitter:
"In Israele la campagna vaccinale è crollata. Gli Israeliani NON sono anti-vax. I normali vaccini per l'infanzia vengono somministrati fino al 98% [della popolazione]. Ma sanno che i vaccini Covid sono diversi. E sono abbastanza intelligenti da chiedersi perché la loro epidemia non sia ancora terminata dopo quasi due mesi di vaccinazioni di massa." Alex Berenson.
Il punto è proprio questo. Non c'è alcuna indicazione che la strategia vaccinale di Israele stia funzionando, anzi, il contrario. Guardate questo trafiletto da un articolo di Gilad Atzmon alla Unz Review:
"Ynet sottolinea che… dopo sei settimane di isolamento la situazione non è migliorata affatto. Nonostante Israele sia in testa all'esperimento mondiale di vaccinazione di massa, il suo tasso di trasmissione del COVID è tra i peggiori del mondo occidentale.
L'articolo di Ynet riporta che "domani alle 7:00 del mattino finirà il terzo lockdown, un mese e mezzo dopo il suo inizio, e i dati sul COVID sono oggi assai peggiori rispetto alla situazione iniziale… All'inizio del terzo lockdown, alla fine di dicembre, la percentuale dei test positivi era del 4,9%, i pazienti critici ricoverati erano 949, i casi verificati 4.010….. Martedì, il tasso di positività era dell'8,9%, i pazienti 1.101 e i casi verificati erano 7.183. Anche il numero R, che determina se l'epidemia si sta diffondendo, negli ultimi giorni è risalito nuovamente a 1." ("Israel's Third Lockdown- a Spectacle of Failure," The Unz Review)
Ok, quindi, secondo ogni standard oggettivo, la situazione è peggio di prima. E ciò che è particolarmente preoccupante è che il vaccino potrebbe benissimo avere un ruolo nel perpetuarsi della crisi.
Come potrebbe essere? Ecco come continua l'autore:
"Il numero combinato di Israeliani vaccinati e di quelli che, in passato, erano guariti dal COVID avrebbe dovuto fornire ad Israele un'immunità di gregge relativamente forte, sufficiente a sconfiggere il virus o almeno a ridurre il suo tasso di riproduzione. Ma le esperienze sul campo suggeriscono l'esatto contrario. In Israele il tasso di trasmissione è più alto che in qualsiasi altro Paese. Infatti, la preoccupante correlazione tra vaccinazione di massa e aumento della patologia suggerisce che più si vaccina, più casi di COVID si trovano…
In breve, se dobbiamo imparare qualcosa dall'"esperimento israeliano," si può concludere che, meno si vaccina, più l'intera comunità è sana.
Considerando il dato di fatto che i vaccinati si sono dimostrati relativamente immuni, almeno al momento attuale, l'unica spiegazione (che mi viene in mente) per il picco dei casi, dei decessi e dei mutanti negli stati dove viene praticata la vaccinazione di massa è l'orribile possibilità che i vaccinati stiano effettivamente diffondendo il virus e, soprattutto, le sue forme mutanti (in particolare quella inglese). Questa possibilità deve essere indagata. E' supportata da dati certi raccolti in paesi sottoposti a vaccinazione di massa, come gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Portogallo. Subito dopo l'inizio di una campagna di vaccinazione di massa si rileva un aumento esponenziale dei casi e, tragicamente, anche delle morti…." ("Israel's Third Lockdown- a Spectacle of Failure", The Unz Review)
Questo è un punto importante che deve essere sottolineato: gli unici Paesi dove stiamo vedendo questo "aumento esponenziale dei casi" sono "quelli che vaccinano in massa, come gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Portogallo." È interessante notare che il forte aumento dei casi non segue il normale andamento delle infezioni respiratorie. L'analista dati britannico Joel Smalley, il 30 gennaio ha postato su questo argomento un video informativo in cui si documenta un improvviso picco di morti in tutta l'Inghilterra subito dopo il rilascio del vaccino; proprio così, i decessi sembrano corrispondere al lancio del vaccino. (England Mortality Analysis, Joel Smalley: vedi i minuti da 22 a 27)
Ancora da Atzmon:
"Da quando, a dicembre, Israele ha lanciato la sua vasta campagna di vaccinazione, abbiamo assistito ad un aumento esponenziale dei casi e dei decessi da COVID-19….le comunità ebraiche ortodosse, che erano state vaccinate in massa, hanno visto i casi di COVID aumentare di 16 volte, mentre gli Arabi israeliani, che si sono in larga parte astenuti dalla vaccinazione, hanno visto il numero di casi di COVID diminuire bruscamente….
Esaminando la situazione nei Paesi che erano impegnati nella vaccinazione di massa, come Israele, Gran Bretagna, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, si nota che questi paesi avevano avuto un netto calo dei casi e dei decessi da COVID durante la fine di novembre e l'inizio di dicembre. Tuttavia, solo pochi giorni dopo che questi Paesi avevano iniziato le loro campagne di vaccinazione, il numero di casi di COVID, e di conseguenza dei decessi, erano schizzati in alto….
Sarebbe fondamentale verificare, per esempio, se l'aumento delle mutazioni letali che abbiamo visto in Gran Bretagna è legato alla vaccinazione di massa e alle sperimentazioni sui vaccini in corso nel Paese fin dalla scorsa estate. Anche il rapido cambiamento dell'età dei casi di COVID-19 che vediamo in Israele e in Gran Bretagna sembra essere correlato alla vaccinazione di massa."
(A Brief Examination of Some Facts Related to Mass Vaccination, The Unz Review)
Quindi, quale potrebbe essere la causa di questo fenomeno? C'è qualche sostanza nel vaccino che potrebbe essere neutralizzata, in modo che la gente possa essere inoculata in modo sicuro senza paura di subire danni o di tramettere il virus?
Non ne ho idea, ma, il mese scorso, c'era un interessante articolo su Children's Health Defense che sembrava proprio prevedere questo genere di eventi. Purtroppo, l'autore non forniva alcun rimedio alla crisi generata dai vaccini che potrebbe potenzialmente causare la morte di molti milioni di persone. Ecco un estratto esteso dell'articolo intitolato "In Rush to Create Magic-Bullet COVID Vaccines, Have We Made Matters Worse? [Nella fretta di creare un vaccino magico per il COVID, abbiamo forse peggiorato le cose?]
"Lo studio ha scoperto che i vaccini che non impediscono la trasmissione virale possono accelerare l'evoluzione di ceppi più virulenti e questo implicherebbe che i principali vaccini candidati potrebbero addirittura peggiorare la crisi COVID….
Quando un virus infetta una popolazione umana, sopravvivono solo i virus che hanno un ospite umano vivo. Se un virus è così patogeno da uccidere l'ospite che ha infettato, muore anch'esso. Pertanto, la mortalità dell'ospite, nel tempo, fa sparire le forme più gravi di qualsiasi virus. I tassi di infezione possono salire, ma la mortalità scende.
In uno studio del 2015 pubblicato su PLOS Biology, i ricercatori avevano ipotizzato che la vaccinazione può sovvertire questo processo, permettendo ai ceppi virali più virulenti (cioè più patogeni e potenzialmente mortali) di vivere in ospiti vaccinati per periodi di tempo prolungati senza uccidere gli ospiti stessi. Questi ospiti vaccinati, mentre sono infetti, rilascerebbero e diffonderebbero il virus, causando un'ulteriore trasmissione della malattia.
I ricercatori avevano dimostrato questa ipotesi con esperimenti su polli vaccinati per una malattia chiamata malattia di Marek, una patologia virale nota per decimare le aziende avicole. I polli vaccinati messi a contatto con ceppi più virulenti del virus della malattia di Marek si erano infettati ed erano rimasti infetti per periodi di tempo più prolungati. Erano anche diventati "super diffusori" del virus e avevano trasmesso il virus ai polli non vaccinati alloggiati insieme a quelli che avevano ricevuto il vaccino.
A causa della maggiore virulenza della malattia di Marek diffusa dai polli vaccinati, i polli non vaccinati di solito morivano subito dopo l'infezione.
Tuttavia, la parziale immunità parziale raggiunta dai polli vaccinati prolungava la loro sopravvivenza ed estendeva il periodo in cui erano infettivi e potevano continuare a diffondere la malattia.
Senza la vaccinazione, questi ceppi più virulenti della malattia di Marek sarebbero morti con il loro ospite e non avrebbero più fatto circolare il virus nella popolazione. Invece, i polli vaccinati erano diventati l'ospite perfetto per il virus, permettendogli di moltiplicarsi e diffondersi.
Questo fa sorgere la domanda sull'uso dei vaccini che non impediscono la trasmissione del virus o che non sono noti per impedire la trasmissione del virus. Nessuno degli attuali vaccini COVID-19 in distribuzione (Pfizer e Moderna) ha dimostrato di prevenire la trasmissione. Infatti, nei loro affrettati studi clinici portati a termine alla velocità della luce, la prevenzione della trasmissione non era tra gli end point contemplati.
Entrambi i vaccini erano stati invece testati per la loro capacità di prevenire i sintomi più gravi. In entrambi i casi, alcuni pazienti vaccinati si erano dimostrati ancora infetti. Senza la prevenzione della trasmissione, questi individui hanno diffuso il virus che doveva essere eradicato. Come affermano gli autori della ricerca del 2015 nel loro riassunto:
"Quando i vaccini impediscono la trasmissione, come è il caso di quasi tutti i vaccini usati nell'uomo, questo tipo di evoluzione verso una minor virulenza è bloccata. Ma quando i vaccini 'hanno delle perdite', permettendo almeno una certa trasmissione del patogeno, potrebbero creare le condizioni ecologiche che consentirebbero ai ceppi attivi di emergere e persistere."
Con l'emergere delle forme più infettive di COVID-19 in circolazione in Europa, sembra che abbiamo creato la tempesta perfetta per prolungare la pandemia, piuttosto che ridurla. Nella nostra fretta di creare vaccini magici, abbiamo invece creato uno scenario che sta causando più dolore e più sofferenza?" ("In Rush to Create Magic-Bullet COVID Vaccines, Have We Made Matters Worse Worse?", Brian Hooker Ph.D, Children's Health Defense)
Non ho nulla da aggiungere.

Fonte: unz.com, 10/02/2021

3 - LA FIABA DI CHICKEN LITTLE E IL CORONAVIRUS
La storia di Chicken Little insegna che la paura per la propria sicurezza è il modo migliore per spingere le masse ad accettare la soluzione indicata dai controllori (VIDEO: Chicken Little, il cartone della Disney del 1943)
di Aldo Maria Valli - Fonte: Radio Roma Libera, 09/01/2021
Fonte: Radio Roma Libera, 09/01/2021

4 - TRA POCO ANCHE IN ITALIA UNPLANNED, IL FILM DOVE L'ABORTISTA DIVENTA UN'EROINA PRO LIFE
La storia vera di una ex manager della Planned Parenthood che si licenziò dopo aver visto la cruda realtà dell'aborto
di Luisella Scrosati - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 03/02/2019
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 03/02/2019

5 - BIDEN CATTOLICO PRO ABORTO. L'OSSIMORO AL POTERE IN USA
Al di là di ogni più fosca previsione, Biden è più che un cattolico non prolife, si rivela un forte sostenitore dell'aborto
di Marco Tosatti - Fonte: Stilum curiae, 30/01/2021

La presunta campagna di unità di Joe Biden ora si estende a costringere i contribuenti americani a sovvenzionare l'aborto, indipendentemente dalle loro remore morali.
In un ordine esecutivo di giovedì, Biden ha rescisso la politica di Città del Messico, che proibisce che il denaro degli aiuti esteri degli Stati Uniti finanzi gruppi che forniscono o promuovono l'aborto in altri paesi. Il presidente Ronald Reagan è stato il primo a promulgare la politica, che è stata in vigore sotto ogni successivo presidente repubblicano e annullata da ogni successivo democratico.
Nonostante la sua personale opposizione all'aborto, il presidente Biden non fa eccezione. Annunciando l'ordine, la Casa Bianca ha affermato il suo sostegno alla "salute e ai diritti sessuali e riproduttivi delle donne e delle ragazze negli Stati Uniti, così come a livello globale" e ha liquidato la politica di Città del Messico con la retorica preferita dai gruppi di difesa dell'aborto: la "regola del bavaglio globale".
L'amministrazione Trump non solo aveva ripristinato la politica di Città del Messico dopo il mandato del presidente Obama, ma aveva anche esteso la regola per coprire tutta l'assistenza sanitaria estera fornita dalle agenzie governative statunitensi. Quella mossa ha aumentato la quantità di denaro degli aiuti coperti dalla politica da circa 600 milioni di dollari a quasi 9 miliardi di dollari.
In seguito all'ordine esecutivo di Biden, quella grande pentola di finanziamenti federali ancora una volta fluirà indiscriminatamente a gruppi di aiuto all'estero come Planned Parenthood International e altre organizzazioni il cui scopo principale è quello di trarre profitto da un maggior numero di aborti in tutto il mondo – anche in paesi che rifiutano l'aborto.
Nel frattempo, con lo stesso tratto di penna, Biden ha diretto il suo Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani a considerare la cancellazione di una seconda politica dell'amministrazione Trump, che vieta ai fornitori di aborti di richiedere finanziamenti federali nell'ambito del programma di pianificazione familiare Titolo X.
L'attuale regolamento richiede ai gruppi che praticano l'aborto di separare finanziariamente la loro attività di aborto da qualsiasi altro servizio per qualificarsi per il finanziamento del Titolo X. Planned Parenthood ha rifiutato di farlo, decisione che è costata all'organizzazione circa 60 milioni di dollari all'anno, una miseria del suo mezzo miliardo di finanziamento federale. Se il candidato di Biden all'HHS, Xavier Becerra, sarà confermato dal Senato nonostante la sua mancanza di qualifiche, l'annullamento di questa politica sarà quasi certamente uno dei primi punti della sua lista di cose da fare.
Anche se gli attivisti pro-aborto hanno applaudito queste mosse, l'americano medio sembra avere poco interesse nel costringere il contribuente a finanziare l'aborto. I sondaggi suggeriscono che la maggioranza dell'opinione pubblica si oppone all'uso del denaro degli aiuti statunitensi per finanziare gli aborti all'estero, così come la maggior parte dei democratici e anche la maggior parte di coloro che si definiscono pro-choice. Allo stesso modo, una maggioranza si oppone al finanziamento federale dell'aborto qui negli Stati Uniti, compreso circa un terzo dei democratici e degli elettori pro-choice.
Nonostante gli sforzi di Biden di nascondersi dietro la sua fede cattolica ed evitare di difendere la sua politica estremista sull'aborto, sotto la sua amministrazione, Planned Parenthood e altri fornitori di aborti non devono più scegliere tra fornire l'aborto e trarre profitto a spese dei contribuenti.

Fonte: Stilum curiae, 30/01/2021

6 - RISCHIO BLACKOUT IN EUROPA
Le politiche ecologiste si sono dimenticate della realtà
di Stefano Magni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 27/01/2021

Pochi se ne sono accorti, specie fra i non addetti ai lavori. Ma venerdì 8 gennaio scorso abbiamo di rimanere tutti al buio. Per "tutti", in questo caso, si intende in tutta l'Europa continentale. Ci siamo salvati soprattutto grazie all'intervento di tante centrali nucleari e termiche. Quelle che l'Ue vorrebbe eliminare a favore delle rinnovabili.
Pochi se ne sono accorti, specie fra i non addetti ai lavori. Ma venerdì 8 gennaio scorso abbiamo di rimanere tutti al buio. Per "tutti", in questo caso, si intende in tutta l'Europa continentale. Abbiamo rischiato un gravissimo blackout generalizzato che avrebbe reso la nostra vita ancor più difficile, in un periodo già critico, con milioni di pazienti che dipendono, negli ospedali, dalla continua alimentazione elettrica. Il danno è stato evitato perché i gestori della rete elettrica europea hanno reagito con prontezza. Ma non si tratta di un evento unico. Il rischio blackout è più frequente di quanto si pensi e soprattutto i nuovi programmi energetici previsti dal Green New Deal potrebbero peggiorare ulteriormente il quadro, sia rendendo più difficile la soluzione, sia rendendo più instabile la rete.
A quasi tre settimane dall'incidente non è ancora del tutto chiara la sua origine. Dovrebbe essere partito tutto dall'Europa sudorientale, dalla Romania, secondo alcune fonti, con un improvviso calo di tensione di circa 0,25 Hertz. La rete deve rimanere stabile su una frequenza di 50 Hz e la minima deviazione può causare seri problemi. Il calo di tensione ha fatto partire una reazione a catena continentale. La rete europea si è divisa in due "isole" separate e i gestori hanno iniziato a staccare dalla rete numerosi clienti "interrompibili", soprattutto in Francia e in Italia. In alcuni Paesi, macchinari sensibili si sono disattivati automaticamente per evitare di subire danni. Così l'azienda Terna, in Italia, spiega come è intervenuta l'8 gennaio: "ha attivato il primo livello di protezione del sistema staccando dalla rete circa 400 MW di consumi di clienti industriali cosiddetti interrompibili. Un'azione coordinata con le altre iniziative dei gestori di rete europei che ha permesso di riequilibrare la frequenza elettrica continentale evitando possibili disalimentazioni e interruzioni di elettricità diffuse".
Il mancato blackout, proprio perché è un pericolo sventato, non fa notizia. In Italia non se ne parla. In Germania e in Austria, invece, ha dato origine ad un dibattito molto vivace sul futuro della produzione energetica in Europa. L'Associazione tedesca delle industrie elettriche ed energetiche (Vik) ha avvertito che "non si deve perdere di vista la questione della stabilità della rete e della sicurezza dell'approvvigionamento". Il direttore dell'associazione, Christian Seyfert, avverte: "L'incidente di venerdì (8 gennaio, ndr) purtroppo non è il primo del genere, ma deve essere un segnale di allarme per tutti noi. La Germania non deve basarsi sull'approvvigionamento da altri Paesi europei, se non produciamo abbastanza energia". La Germania ha avviato un ambizioso programma di conversione della sua produzione energetica, mirando ad eliminare quella nucleare e quella fossile (termica), a vantaggio delle fonti rinnovabili. Gli imprenditori avvertono, però, che questi obiettivi non siano raggiungibili nel breve e medio termine e ritengono che, nel frattempo, ulteriori impianti a gas siano necessari per far funzionare il sistema a dovere. Mentre gli impianti a gas sono nel mirino degli ecologisti. Secondo Seyfert, il programma di chiusura degli impianti nucleari e termini comporterà una riduzione della produzione energetica "senza alcun rimpiazzo" nei prossimi anni.
Il dibattito si è acceso anche nella vicina Austria, dove l'azienda elettrica Evn ritiene che l'Austria necessiti di "impianti a gas che si possano attivare rapidamente" in modo da assicurare la fornitura elettrica. Il portavoce della compagnia, Stefan Zach, parlando del quasi-blackout alla televisione nazionale Orf, ha parlato del rischio dell'effetto a catena. "Se le fluttuazioni (di corrente, ndr) sono troppo forti, i macchinari più sensibili si spengono automaticamente per proteggersi. Se ciò avviene anche nelle centrali elettriche, allora diventa un problema grave". In quel caso, tre settimane fa, numerose centrali hanno dovuto fornire energia addizionale per stabilizzare la rete. Sono state mobilitate anche centrali a gas ancora disponibili. "Queste ultime, tuttavia, sono fortemente osteggiate dagli ecologisti", constatava il quotidiano austriaco Kronen Zeitung.
L'incidente, insomma, non ha provocato effetti gravi perché c'erano molte centrali elettriche convenzionali, oltre alle centrali nucleari in Germania e in Francia, pronte ad intervenire. Ma ha messo a nudo la debolezza del sistema e soprattutto dei progetti per un futuro "sostenibile". Dal 2004 al 2016 il consumo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (come solare ed eolico) è passato dall'8,5% al 17%. L'obiettivo per il 2030 era quello del 27% di rinnovabili, secondo gli accordi del 2014, ma dopo il nuovo programma approvato dal Parlamento europeo è stato portato a un più ambizioso 32%, sempre entro il 2030. Probabilmente sarà più un problema che una soluzione. Prima di tutto perché, in caso di futuri blackout, ci saranno meno centrali convenzionali e nucleari pronte a intervenire per immettere energia extra nella rete per stabilizzarla. In secondo luogo perché lo stesso inserimento nella rete di tante nuove fonti rinnovabili, instabili per definizione (dovendo dipendere da elementi naturali) potrebbe essere in sé una fonte di futuri blackout.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 27/01/2021

Stampa ArticoloStampa


- Scienza & Vita - Il materiale che si trova in questo sito è pubblicato senza fini di lucro e a solo scopo di studio, commento didattico e ricerca. Eventuali violazioni di copyright segnalate dagli aventi diritto saranno celermente rimosse.