Amici del Timone n°87 del 15 aprile 2019

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1 ABORTI USATI PER LA PRODUZIONE DEI VACCINI
L'opposizione per motivi etici potrebbe stimolare la ricerca a trovare alternative: dal Convegno di Roma spunti importanti
di Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 ELUANA NON DEVE ESSERE DIMENTICATA
Il non detto su Eluana e la legge a difesa dei più deboli
di Silvana De Mari - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
3 FIUMI DI ODIO E MENZOGNE SUL CONGRESSO DI VERONA
La De Mari si difende dalle fake news, mentre Salvini con poca coerenza da Barbara D'Urso a Domenica Live ha sostenuto la liceità morale delle ''famiglie'' arcobaleno
di Silvana De Mari - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
4 LA STORIA DEL CONGRESSO MONDIALE DELLE FAMIGLIE DAL 1997 AD OGGI
Da Madrid a Sidney, passando per Tiblisi, Mosca e quest'anno Verona, il Congresso cerca di formare una rete di leader che promuovano la cellula fondamentale della società (domanda: ma i vescovi dove sono?)
di Brian Brown - Fonte: Il Timone
5 NON CREDETE ALLA BUFALA DEGLI ANIMALI GAY....
La natura è tutta finalizzata alla procreazione, di certo non al godimento
di Gaspare Prisca Cerasa - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana

1 - ABORTI USATI PER LA PRODUZIONE DEI VACCINI
L'opposizione per motivi etici potrebbe stimolare la ricerca a trovare alternative: dal Convegno di Roma spunti importanti
di Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 17/03/2019

«Il più desiderabile fine non può mai giustificare l'utilizzo di mezzi contrari alla legge morale». Il cardinal Burke ha partecipato al convegno organizzato dall'Associazione Renovatio 21 che ha portato alla luce in Italia la drammatica realtà dell'utilizzo di feti abortiti a scopi di produzione farmaceutica. Aborti non spontanei e commissionati. Una realtà che non si potrà ignorare, nonostante l'indifferenza di molte organizzazioni che si definiscono pro life.
"Sappiamo bene che anche il più desiderabile fine non può mai giustificare l'utilizzo di mezzi contrari alla legge morale". Con queste parole del cardinale Raymond Leo Burke si è aperto il convegno internazionale "Fede, Scienza e Coscienza- L'utilizzo di feti abortiti per la produzione farmaceutica".
Questo convegno, promosso e organizzato dall'Associazione Renovatio 21 in collaborazione con l'associazione statunitense Children of God for Live, segna senza dubbio una pietra miliare nell'impegno Pro Life in Italia. Il convegno infatti ha portato alla luce la drammatica realtà dell'utilizzo di feti abortiti a scopi di produzione farmaceutica. Aborti non spontanei, non accidentali, ma voluti, organizzati, commissionati. Una realtà che d'ora in poi non si potrà ignorare, nonostante l'indifferenza che in Italia sembra purtroppo esserci ancora da parte di molte organizzazioni che si definiscono pro life, a partire dal Movimento per la Vita finora assente dal dibattito, e assente anche dal Convegno di Roma.
La dottoressa Debi Vinnedge di Children of God for Live ha invece ricordato quanto questo tema sia oggetto di interesse e di dibattito negli Stati Uniti, dove esiste un'azione di pressione per far sì che i farmaci realizzati con l'utilizzo di linee cellulari provenienti da feti uccisi vengano tolti dal mercato, in nome del diritto all'obiezione di coscienza. Dietro questo utilizzo infatti – come dice la parola stessa- c'è la logica aberrante per cui l'essere umano può essere "usato": è la stessa logica dell'utero in affitto, ma in questo caso si prendono addiririttura intere vite, interi corpi, per "produrre" farmaci, in particolare vaccini.
Chi giustifica tali pratiche lo fa secondo una logica cinicamente machiavellica: il fine giustifica i mezzi. Si tratta di produrre farmaci – dicono- che possono prevenire malattie, che quindi possono salvare altre vite. Un fine desiderabile, come ha affermato il cardinale Burke, ma tale fine non può mai giustificare il ricorso a mezzi contrari alla legge morale, e la vita umana è sempre un bene indisponibile alla sua mercificazione. Si realizza, su un piano etico, un'operazione subdola: pensare che esistano azioni malvage (uccidere un bambino in gestazione) che possano portare risultati buoni, tali da far pensare che il male non esista o sia giustificabile. Ancora una volta ci accorgiamo che sui piccoli embrioni si giocano partite con alte poste in palio:l'aborto non solo legalizzato ma addirittura funzionalizzato a scopi commerciali rientra nella strategia di distruzione della coscienza cristiana. Se cinquant'anni fa le femministe scendevano nelle piazze gridando "l'utero è mio e lo gestisco io!" oggi possono tranquillizzarsi e sapere che lo gestisce qualche altro soggetto.
Se è vero che il rispetto della vita umana dovrebbe essere posto, come esige la logica – prima ancora che l'etica -, a fondamento di ogni politica, di ogni legge, di ogni istituzione sociale, nessuna autorità dovrebbe arrogarsi il diritto di uccidere e di permettere l'omicidio, per nessun motivo, anche di ricerca scientifica o di produzione commerciale.
Nel corso del convegno è stata illustrata in modo documentato dalla dottoressa Martina Collotta la metodica con cui venivano selezionati gli aborti da praticare per ottenere "materiale" utile alla produzione, una pratica che molto più vasta di quella che viene ufficialmente ammessa. Tracce di materiale embrionale sono state infatti ritrovate nel corso di analisi in diversi vaccini, come ha sottolineato il Professor Stefano Montanari, Direttore del Nanodiagnostics Laboratory. Il professore- che ha dichiarato di essere agnostico- ha tuttavia sottolineato come occorra difendere la vita, e si è detto meravigliato di come la voce della Chiesa cattolica sia diventata progressivamente più flebile su questi temi. E non solo la voce cattolica: "Se quello dei feti abortiti è un problema per i cristiani, bisognerebbe però anche capire come mai i mussulmani e gli ebrei tacciano sulla notevole presenza nei vaccini di gelatine di maiale. Molti, o per meglio dire quasi tutti i vaccini contengono gelatine di maiale, che è l'animale più impuro per l'Islam. Come mai allora questo silenzio sulle tracce di maiale che vengono inoculate a milioni di bambini mussulmani?"
Cosa potrebbe succedere se il mondo islamico facesse obiezione di coscienza rispetto a questo tipo di vaccini? E a maggior ragione non la si potrebbe e dovrebbe richiedere nei confronti di prodotti realizzati con feti umani? Quella dei feti umani infatti non è affatto una scelta obbligata. Molti vaccini vengono prodotti utilizzando altri tipi di metodiche, e altre linee cellulari, come quelle degli embrioni di pollo.
Seguendo l'esempio dei movimenti pro life americani, bisognerebbe richiedere che i propri figli non vengano vaccinati con tali prodotti. Certamente questo potrebbe creare difficoltà a molte famiglie, specialmente in Italia dove esiste l'obbligo vaccinale sanzionato con l'esclusione scolastica nella scuola dell'infanzia se non ottemperato (e proprio i questi giorni, dopo la scadenza del 10 marzo) stanno fioccando i provvedimenti espulsori, ma si tratta di esercitare un proprio diritto. Così come mussulmani ed ebrei hanno il diritto di non vedersi inoculate sostanze contenenti componenti suine, così ogni individuo (e non solo i cristiani) ha il diritto di chiedere che sia rispettata la vita umana, e non solo quella dei propri figli: chiedere che vengano prodotti vaccini senza utilizzo di embrioni umani significa difendere la vita, significa impedire che altri embrioni vengano sacrificati per soddisfare le richieste produttive.
Significa opporsi a un'"etica delle opportunità" che sembra prendere sempre più piede e apre prospettive inquietanti. La scienza moderna ha conseguito eccellenti risultati sul piano tecnico con innegabili progressi nella ricerca e nella cura delle malattie. Ma mentre molti scienziati si sono impegnati efficacemente nella difesa della vita, da altre parti si è lavorato secondo una logica diversa, che da una parte considera indegne di essere vissute le vite di determinate persone, dall'altra parte vede l'essere umano come un mezzo, come uno strumento, come un "fornitore" di cellule, tessuti, ovuli, organi. Una visione utilitaristica, che tuttavia non può fare a meno di regole e limiti.
Nell'elaborazione di strategie a favore della vita occorre che siano presi in considerazione questi nuovi aspetti anche dal punto di vista giuridico. Questo Convegno di Roma è stato un importante momento di riflessione da diversi punti di vista: da quello etico e religioso, ha visto richiamati alcuni punti di riferimento ineludibili da parte della Chiesa: queste pratiche per produrre farmaci non possono essere né ignorate né tantomeno giustificate. Occorre tornare a quanto a suo tempo espresso dalla Pontificia Accademia per la Vita in documenti specifici e ultimamente caduto nel dimenticatoio o soggetto a "revisioni" permissivistiche. Da un punto di vista biomedico, si tratta di implementare studi e ricerche sui contenuti dei vaccini, sulla loro sicurezza, sulla loro efficacia, senza blindare il dibattito e senza ostracizzare chi pone interrogativi sul piano scientifico, che da che esiste la Medicina sono sempre leciti e anzi opportuni.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 17/03/2019

2 - ELUANA NON DEVE ESSERE DIMENTICATA
Il non detto su Eluana e la legge a difesa dei più deboli
di Silvana De Mari - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 13/02/2019

Vorrei ancora parlare del caso Englaro. In che veste? Tutte. Vorrei parlarne da essere umano, da figlia di una donna morta di sclerosi laterale amiotrofica. Vorrei parlarne da madre, perché sono certa che se Eluana fosse mia, mi sarebbe bastato un suo battito di ciglia per saperla e considerarla viva. Vorrei parlarne da medico. Vorrei parlarne da cittadino.
Il caso della signora Eluana Englaro è molto simile a quello della signora Terry Schiavo. Anche la signora Terry era cerebrolesa, anche lei respirava autonomamente. Anche lei faceva le cose che fanno i cerebrolesi: girarsi quando qualcuno li chiama, sorridere alle carezze, un sorriso abbozzato, certo, però riconoscibile, una smorfia, vaga anche questa, però riconoscibile, con cui si reagisce al dolore.
Terry Schiavo è stata fatta morire di sete e coma uremico. I suoi genitori volevano tenerla con loro, continuare ad accudirla, ma lei è stata riconosciuta come moglie e non come figlia, quindi ha deciso della sua vita il marito da cui si stava separando quando è morta.
Non ci sono fotografie dell'agonia di Terry Schiavo come non ci sono fotografie di Eluana. Se vedessimo le foto delle loro labbra spaccate "perderemmo di oggettività", ci dicono. Scusate, come facciamo a essere oggettivi, se non vediamo le foto? Se non abbiamo la conoscenza visiva di quello che sta succedendo, come si fa a dare un giudizio oggettivo? Oggettivo vuol dire basato sulla conoscenza. Vuol dire prendere visione. Allora la dizione corretta è: non ci fanno vedere le foto, perché le foto sono atroci, e se vediamo le foto ci rendiamo conto della realtà oggettiva della morte per disidratazione.
Su Internet però c'è la cartella clinica della signora Schiavo: il quantitativo di diazepam (valium) che le è stato somministrato nei suoi ultimi giorni di vita è stato segnato. Perché hanno somministrato diazepam? Per sedarla, e quindi deduciamo quanto sia stata necessaria una sedazione. Uno che non soffre non deve essere sedato. Uno che è sedato sta soffrendo. La signora Englaro è stata affidata a un anestesista, per lo stesso motivo. Quindi parliamo di persone in grado di provare un dolore esprimibile, visto che è necessario il diazepam.
Quando noi affettiamo un vegetale, pomodoro, zucca, finocchio, lattuga, belga, peperone, non facciamo l'anestesia e non somministriamo diazepam. Perché? I vegetali non sentono nulla. Quando Eluana ha detto la frase "piuttosto che vivere da vegetale preferisco morire" intendeva dire: se mi riduco a un ammasso di cellule che non prova nulla, preferisco morire. Non è il suo caso.
Io insisto: non siamo così bravi in neurologia da essere certi che la coscienza e il desiderio di vivere di Eluana siano completamenti annullati, in compenso siamo certi che, anche in assenza di coscienza, la sua morte non sarebbe indolore. Allora, lasciamo perdere. Ma perché ci siamo caricati di questa scelta?
Eluana era in stato vegetativo. In stato vegetativo si soffre? No. E allora?
Eluana aveva dichiarato a suo padre che avrebbe preferito morire. Be', dovrebbe essere ininfluente. Da medico, anzi da chirurgo, mi è capitato di raccogliere volontà testamentarie. Prima di entrare in sala operatoria, dove si era arrivati d'urgenza, quindi all'improvviso, a volte qualcuno chiede di fare testamento. Rapidamente, un medico scrive e un infermiere fa da testimone, o il contrario, il paziente firma e se succede qualcosa si spera che quel foglio abbia un valore perché, benché sia firmato e davanti a un testimone, può essere impugnato.
La legge, giustamente, sacrosantamente, prende in considerazione la volontà del cittadino, solo quando il cittadino l'abbia comunicata a un notaio, o perlomeno messa per iscritto. Se questo principio salta, avremo degli abusi apocalittici.
Dal punto di vista giuridico, che sia stata ritenuta valida una volontà che Eluana non ha espresso per iscritto è di una gravità giuridica spaventosa perché potrebbe essere il precedente che può creare degli abusi spaventosi. Solo uno Stato molto creativo poteva avere l'idea di accettare una volontà espressa in maniera così superficiale e discutibile.
Ammettiamo questa volontà. Nel far sopravvivere Eluana violeremo la sua volontà. Pazienza. Non sarà né la prima persona né l'ultima di cui è stata violata la volontà, non è così grave.
Non ci siamo mai impegnati a rispettare la volontà di tutti. Non possiamo rispettare la volontà di non essere ammazzati di tutte le vittime di assassinio e incidenti stradali, non possiamo rispettare la volontà di non essere violentate delle persone che non vogliono subire uno stupro. Non siamo neppure riusciti a rispettare il desiderio delle donne stuprate che i loro carnefici se ne restino in carcere: il nostro meraviglioso Stato, così attento alla volontà nemmeno scritta di Eluana, non ha pensato di fare sei ore di straordinario e dare alla nazione processi in tempi brevi, gli stessi tempi di tutto il mondo civile. La volontà delle donne stuprate di non sapere i loro carnefici agli arresti domiciliari a diventare eroi su Youtube qualcosa vale? No? Spazzatura? Non siamo riusciti a rispettare la volontà di chiunque abbia bisogno della giurisprudenza civile ad avere un processo in tempi che abbiano un senso. Persone sono fallite benché piene di crediti. Non siamo nemmeno riusciti a rispettare la volontà di vivere dei giovani pazienti morti perché in molti ospedali del Meridione non esistono strutture adatte ai grandi ustionati o perché non si è trovato un unico medico in grado di fare la diagnosi di ematoma epidurale senza un esame Tac e intervenire in tempi utili, eppure i genitori di quei ragazzini hanno avuto i loro stipendi falciati dai contributi per una sanità che al momento della necessità si è rivelata un assembramento di incompetenti.
Se non rispettavamo la volontà di Eluana di non vivere una vita completa, era così grave? In più non siamo neanche certi che quella volontà sia reale e attuale, perché qui stiamo prendendo per definitiva una frase pronunciata 18 anni prima. Eluana viveva una vita piccola, ma senza dolore, accudita dalle suore. Spesso sorrideva. Ci dicono che era un riflesso condizionato. Ne siamo certi: è un riflesso condizionato che salta fuori quando le cose vanno benino. Vorremmo vedere le fotografie del viso di Eluana le ultime 24 ore, siamo certi non ci fosse nessun sorriso. E dato che quella scelta è stata caricata sulle spalle di tutti, riteniamo di dover vedere quelle foto. Leggere il "diario" di quelle ore è stato sconvolgente. Per inciso: per non salvare i Testimoni di Geova non facendo una trasfusione, non basta presumere che siano contrari perché sono Testimoni di Geova. Occorre che siano in grado di intendere e volere per confermare che non vogliono la trasfusione e bisogna farglielo mettere per iscritto e firmare.
Io a 17 anni pensavo di non voler vivere, sicuramente non fino a 65 anni. Ho cambiato idea. In quel periodo dichiaravo anche che non avrei voluto vivere da menomata. Ho cambiato idea.
E adesso vorrei parlare di testamento biologico ed eutanasia. Anzi vorrei parlare di giustizia e di legge. Le leggi non devono essere giuste: la giustizia (umana) è un concetto teorico che si riferisce a un'etica e l'etica è opinabile, come tutti sappiamo. All'epoca di Stalin le maestre spiegavano quanto era etico denunciare i genitori, in Somalia è etico lapidare una tredicenne, Torquemada riteneva etica l'Inquisizione ed esistevano cattedre di etica nazista.
Se l'etica è la sacralità della vita, l'eutanasia è sbagliata. Se l'etica è la libertà dell'individuo, la negata eutanasia è sbagliata. Sul caso Englaro tutti si sono scatenati facendo questioni di principio.
Lasciamo perdere l'etica e lasciamo perdere anche la giustizia, per cortesia, lasciamo questa roba alle cattedre di teologia e filosofia e limitiamoci alla bassa cucina. Niente etica: bassa cucina e basta. Lo scopo di una buona legge non è affermare la giustizia, concetto che lasciamo a teologi e adolescenti, ma semplicemente difendere dal disastro i più deboli della comunità.
Facciamo un esempio. Esiste una legge che dà ai figli il cognome del padre e solo del padre. L'adolescente di turno afferma che «questa legge è "ingiusta" perché discrimina e il figlio è anche della madre». Purtroppo siamo pieni di adolescenti cronici, quelli che non diventano mai adulti, quelli che dicono sempre "la società è" e mai "la società siamo".
Il cognome deve essere paterno e solo paterno, perché il compito di una legge è di proteggere il più debole dalla catastrofe. La maternità è molto più antica della paternità. La maternità esiste già nel cervello rettiliano, la paternità è recente, corticale. Compare solo nelle scimmie antropomorfe uomo scimpanzé e bonobo. La maternità comincia nove mesi prima della paternità. Mamma, prima di essere una persona, è un posto. Le madri che abbandonano i figli sono una minoranza che più minoranza non si può. I padri che abbandonano i figli sono un esercito e molto alta è la percentuale di padri che abbandonano i figli e non ne pagano gli alimenti.
Dove il cognome è paterno (questo bambino ha il suo cognome, se lo ricordi) è più facile convincere i padri in fuga a scappare un po' meno o almeno a pagare gli alimenti. La paternità negata è una catastrofe per il bimbo, una catastrofe emotiva e materiale. Il cognome per linea paterna diminuisce enormemente i numeri di questa catastrofe. È un'ingiustizia per le donne che non danno il loro cognome ai figli? Può darsi, ma è stato protetto il più debole: il figlio di padre in fuga.
Se affermiamo il diritto alla morte, quanti saranno gli abusi? Quanta gente che camperebbe ancora un po', e anche volentieri, si sentirebbe in dovere di dichiarare di voler morire per non gravare troppo i propri familiari? La mia mamma lo avrebbe fatto.
Quanti sono quelli spinti a questa scelta da parenti indegni e crudeli? Esistono anche loro, sapete? Esiste gente che vende le figlie di otto anni ai pedofili, gente che si diverte a bruciare vivi i barboni. C'è di tutto. Il più debole della comunità, il malato cronico con parenti iene, sarà sicuramente spinto al suicidio assistito. Il malato cronico costa moltissimo. La sanità sempre più in corsa verso un deficit sempre più mostruoso non potrà resistere alla tentazione. Il compito del legislatore è proteggere quel malato. Il resto è letteratura.
Perché se legalizziamo l'eutanasia i rischi di abusi sono tremendi. In Olanda sopprimono i neonati con la trisomia 21 e la spina bifida, perché "non possono vivere una vita degna di essere vissuta". Facciamo attenzione. La vita non degna di essere vissuta è una china pericolosa. È meglio sbagliare per eccesso che per difetto.
Eluana era viva e vitale. Vivo e vitale sono termini tecnici e lei era viva e per uccidere le persone vive è necessario un procedimento doloroso, perché bisogna danneggiare sistemi funzionanti e il danno è percepito come dolore.
Se "sbagliamo" e avremo fatto sopravvivere qualcuno contro la volontà anche legalmente espressa, be', non è così grave. Ma se facciamo l'errore opposto: se la facciamo morire con dolore? Se in quel cervello danneggiato una volontà di vivere ci fosse ancora?

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 13/02/2019

3 - FIUMI DI ODIO E MENZOGNE SUL CONGRESSO DI VERONA
La De Mari si difende dalle fake news, mentre Salvini con poca coerenza da Barbara D'Urso a Domenica Live ha sostenuto la liceità morale delle ''famiglie'' arcobaleno
di Silvana De Mari - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 18/03/2019
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 18/03/2019

4 - LA STORIA DEL CONGRESSO MONDIALE DELLE FAMIGLIE DAL 1997 AD OGGI
Da Madrid a Sidney, passando per Tiblisi, Mosca e quest'anno Verona, il Congresso cerca di formare una rete di leader che promuovano la cellula fondamentale della società (domanda: ma i vescovi dove sono?)
di Brian Brown - Fonte: Il Timone, marzo 2019 (n. 182)
Fonte: Il Timone, marzo 2019 (n. 182)

5 - NON CREDETE ALLA BUFALA DEGLI ANIMALI GAY....
La natura è tutta finalizzata alla procreazione, di certo non al godimento
di Gaspare Prisca Cerasa - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 25/01/2019

Una delle cose più stucchevoli (e dequalificanti) per i giornaloni mainstream è la quantità inverosimile di articoli web su gattini, cagnolini, panda, orsacchiotti e altri poveri animali che vengono ridicolmente antropomorfizzati nella spasmodica ricerca di un click.
Quando però tali scritti si pongono al servizio dell'ideologia omosessualista, il picco glicemico sale fino a provocare il coma diabetico fulminante. E' il caso dell'ultimo, caramellatissimo pezzo di Elena Tebano sul Corriere della Sera che racconta la commovente storia di due pinguini "gay" dello zoo di Sydney.
E' stato il New York Times a raccontare per primo di Sphen e Magic: lui più adulto e serio di carattere, il secondo più giovane, efebico e vivace. Tra i due pinguini "è stato amore a prima vista e non hanno mostrato interesse per nessun altro pinguino della colonia" spiegano dallo zoo australiano con rigore scientifico unito a una profonda conoscenza del romanticismo uraniano pinguinesco. Come racconta Tish Hannan, la loro responsabile: "Poi hanno cominciato a cantare insieme: Magic cercava sempre Sphen con lo sguardo, poi lo chiamava … A quel punto arrivava Sphen e si metteva a cantare con lui".
Una delicata sensibilità espressiva, per i due pinguini gay, che tuttavia sono anche attenti osservatori delle riforme sociali in corso: "Sphen e Magic avevano iniziato a corteggiarsi un anno fa, poco dopo il grande referendum via posta con il quale gli australiani si erano espressi in favore della legalizzazione delle nozze gay" spiega il Corriere.
Le conquiste liberal si irradiano, dunque, anche fra i ghiacci artificiali dello zoo e, presumibilmente incoraggiati dal referendum, i due pinguini hanno deciso di fare coming out.
Ma la Tebano raggiunge lo zenith citando la marchettona ornitologica pro-adozioni gay del NYT: "Quando una coppia di pinguini etero ha abbandonato una delle due uova che avevano deposto (un comportamento molto comune) gli zoologi lo hanno dato a Sphen e Magic, che lo hanno covato a turno per 28 giorni. I due papà sono stati da subito molto attenti, a differenza delle coppie etero che si distraevano facilmente cercando cibo o giochi e lasciando le loro uova al freddo, con il rischio che non si schiudessero".
Insomma la coppia di raffinati e colti pinguini omosessuali dello zoo di Sydney si è dimostrata anche molto più premurosa con la prole adottiva rispetto ai distratti e ignorantoni pinguini etero, probabilmente anche di tendenze politiche sovraniste (ma questa è una nostra illazione).
Al di là delle risate che provoca questo articolo da denuncia all'Ordine dei Giornalisti per disinformazione scientifica, vilipendio del mondo naturale e offesa all'intelligenza dei lettori, vale la pena di entrare nel merito di una delle più diffuse bufale portate – da sempre - a supporto dell'ideologia gay. L'assunto è che siccome sono stati osservati comportamenti "omosessuali" anche fra gli animali, questi dovrebbero essere considerati perfettamente naturali anche nell'uomo.
A questo punto, allora, si potrebbe sdoganare anche l'ingestione delle proprie feci, prassi abituale per elefanti, koala, ippopotami e fra gli animali domestici, conigli, maiali e cani. Nell'uomo finora, la coprofilia, osservabile in parafiliaci, schizofrenici o pseudoartisti, non è ancora socialmente accettata, ma non disperiamo.
I rischi grossi arrivano quando, sempre con la stessa logica, si comincia a considerare la cannibalizzazione o l'abbandono della prole un comportamento lecito e normale anche per l'uomo.
Al di là del discutibile metodo, entrando nel merito della questione, la scienza spiega cosa succede realmente quando si vedono due cani maschi, due pecore o due vacche montarsi. Come spiega il dott. Ciro Di Sarno, medico veterinario: "L'etologia insegna, da Lorenz in poi, che questi comportamenti simil-copulativi non sono affatto atti sessuali, ma simbolici e necessari a regolare le gerarchie del gruppo. Se avete mai osservato un tale comportamento tra due cani maschi, non vi sarà sfuggito che il cane "montato" reagisce in due possibili modi.
O sottostà passivamente al cane che monta (dominante), quasi senza avvedersene, oppure si ribella, mostra i denti, cerca di mordere o fugge. Nel primo caso il cane "montato" si comporta da gregario subalterno e non ha alcun interesse a dimostrare il contrario; nel secondo caso invece, è un giovane dominante in cerca di un ruolo, indisponibile a segnare il passo. Il cane, quindi, non sta compiendo alcun atto sessuale, ma ciò che gli etologi chiamano "modulo comportamentale autonomo". Si tratta cioè, di modalità di comportamento, diverse secondo le finalità (accoppiamento, procacciamento del cibo, gerarchie di gruppo, ecc.) che l'animale tiene costantemente in esercizio anche quando esse non servono".
Un po' come quando il gatto di casa insegue un gomitolo o una pallina: non vuole realmente nutrirsi di questi oggetti, semplicemente tiene in esercizio il suo istinto di cacciatore – pena l'atrofia - per poterlo ben dimostrare di fronte a un vero topo, o a un vero uccellino.
Allo stesso modo, come spiega il dott. Di Sarno: "Il cagnolino che monta il cagnetto del vicino, non sta tentando un approccio omosessuale, ma sta rafforzando il comportamento che prima o poi dovrà avere e cioè quello della monta con una cagnetta. Si tratta solo di giochi istruttivi; la sessualità di quegli animali è e sarà perfettamente naturale in prosieguo, e soprattutto fertile".
Le sorprese non finiscono qui. Come è stato scoperto dal dipartimento di Ecologia e Genetica dell'Università di Uppsala, in Svezia, in altri animali, come in alcune specie di coleotteri, comportamenti pseudo-omosessuali rilevati in carenza di femmine, sono stati individuati – paradossalmente - come indirizzati a una maggiore procreazione. Il maschio diventa praticamente custode dello sperma di un suo simile per aumentare la sua prolificità all'accoppiamento "regolare" con una femmina, che farà così più uova.
Colpiscono anche gli albatross delle Hawaii: benché siano uccelli monogamici, il 31% delle loro coppie appare come "lesbo". Le due femmine crescono insieme i piccoli senza l'aiuto del maschio che tuttavia le ha fecondate. La coppia fra gli albatross femmina è quindi, piuttosto, un "sodalizio fra ragazze madri" finalizzato a incrementare la riproduzione di questi uccelli marini.
La natura, spiegata seriamente e non attraverso le svenevoli parodie ideologizzate del Corriere, insegna come tutto, nel mondo degli animali, sia finalizzato alla trasmissione della vita, alla diversificazione genetica e alla sopravvivenza della specie, anche attraverso i più vari e stupefacenti comportamenti.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 25/01/2019

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