Amici del Timone n°85 del 10 febbraio 2019

Stampa ArticoloStampa


1 SULLO SFONDO DELLA QUERELLE SUI VACCINI INTERESSI E ACCORDI
Davvero si tratta di una lotta tra scienza e antiscienza? O i famigerati complottisti hanno messo gli occhi su reali affari opachi delle aziende farmaceutiche?
di Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 LA SCIENZA CHE CERCA DIFESA DALLA POLITICA NON E' SCIENZA
La possibilità di formulare nuove ipotesi e di mettere in discussione l'ipse dixit è il nucleo della scienza sperimentale
di Enzo Pennetta - Fonte: Critica scientifica
3 LA MORTE REFRIGERATA PER NON AFFRONTARE LA REALTA' DELL'EUTANASIA
Il mondo alla rovescia dove i bambini non nati non esistono e quelli morti vengono immaginati ancora vivi...
di Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
4 DARWIN E MALTHUS SONO L'IDEOLOGIA ALLA BASE DELLO SFRUTTAMENTO MODERNO
Ridurre la popolazione fa parte di un preciso disegno di sostituzione etnica
di Enzo Pennetta - Fonte: Critica scientifica
5 IL VIAGGIO PER L'EUROPA NON E' UNA SCELTA MA PIU' SPESSO CELA LA TRATTA DI DONNE DESTINATE ALLA PROSTITUZIONE
Il racconto di chi ci è passato svela come ci sia un progetto criminale preciso: lasciare che tutto ciò continui non è un atto umanitario
di Sara De Carli - Fonte: www.vita.it
6 SE PENSATE CHE I MATRIMONI GAY SIANO STATI UNA CONQUISTA DI DIRITTI CIVILI, GUARDATE DOVE STIAMO ANDANDO A FINIRE
Poliamore, la nuova frontiera sentimentale
di Giuliano Guzzo - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 MORTO MARIO PAOLO ROCCHI, IDEATORE DEL PROGETTO GEMMA CHE HA COMBATTUTO L'ABORTO
A Firenze, dove Emma Bonino praticava aborti illegali a migliaia, Mario Paolo Rocchi nel 1975 fu tra i fondatori del primo Centro di Aiuto alla vita e del conseguente sorgere del Movimento per la Vita di Francesco Migliori
di Marisa Orecchia - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
8 LA SCIENZA NON PUO' NEGARE CHE LA TERRA SIA GIOVANE E LA CREAZIONE DELL'UNIVERSO SIA AVVENUTA DAVVERO IN SEI GIORNI
Pio XII ribadì che i primi 11 capitoli della Genesi sono storici in un senso vero (del resto fino al 1800 nessuno metteva in dubbio che la creazione fosse avvenuta in sei giorni e che la terra avesse circa 8000 anni)
di Padre Angelo - Fonte: Amici Domenicani

1 - SULLO SFONDO DELLA QUERELLE SUI VACCINI INTERESSI E ACCORDI
Davvero si tratta di una lotta tra scienza e antiscienza? O i famigerati complottisti hanno messo gli occhi su reali affari opachi delle aziende farmaceutiche?
di Paolo Gulisano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 07/01/2019

In una intervista il dimissionario presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Gualtiero Ricciardi, accusa il ministro Salvini di posizioni antiscientifiche solo per aver sostenuto la libertà vaccinale, ma evita di raccontare i suoi legami con le case farmaceutiche produttrici di vaccini e con il Pd, che gettano un'ombra inquietante su certe politiche vaccinali e sugli affari che si muovono in questo mondo.
Negli scorsi giorni ha dovuto rispolverare la sua consumata esperienza di attore per spiegare le sue repentine dimissioni da presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Parliamo di Gualtiero Walter Ricciardi, medico, docente universitario, collaboratore di varie organizzazioni a carattere scientifico, e in gioventù attore. Prese parte infatti in ruoli minori a diversi film di ambientazione partenopea, dove il mattatore era il celebre Mario Merola, il re della sceneggiata napoletana. I titoli dei film dove recitò Ricciardi sono tutto un programma: Io sono mia, L'ultimo guappo, Il mammasantissima.
Ricciardi ha da tanti anni lasciato le scene e i set, ma se dovesse mettersi nuovamente davanti ad una macchina da presa il suo film dovrebbe intitolarsi Vaccinator. Ricciardi infatti negli anni scorsi è stato una sorta di braccio armato delle politiche sanitarie dei governi Renzi e Gentiloni. Fu chiamato ai vertici della Sanità italiana dal Ministro Lorenzin nel 2014, come Commissario Straordinario dell'Iss, per poi diventarne l'anno seguente presidente, sempre su indicazione della Lorenzin. Una scelta evidentemente di carattere non solo meritocratico, ma anche politico.
La politica Ricciardi l'aveva corteggiata a lungo: socio fondatore di Italia Futura di Montezemolo, si candida poi con Scelta Civica di Monti, ma resta fuori dal Parlamento. Viene recuperato dal PD, che come detto gli affida un ruolo cruciale, un ruolo di cui egli stesso ebbe a vantarsi nel settembre 2017 alla festa del Pd di Firenze, rivendicando la sua parte da protagonista nella legge che ha imposto dieci vaccini obbligatori. Per lui, per altro, ci volevano tredici vaccini obbligatori: avrebbe aggiunto anche lo pneumococco, oltre all'anti-meningococco B e C, contenuti nel decreto iniziale. E Ricciardi, in qualità di presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, ha partecipato anche al Piano nazionale sui vaccini, apripista della legge. Nonostante queste significative collaborazioni politiche, Ricciardi nell'intervista al Corriere della Sera ha dichiarato: «Guai se la politica interferisce con la scienza».
Già, perché ora lo scenario politico è cambiato, e a Ricciardi il Governo attuale proprio non va giù, ma con dei distinguo: «Malgrado il buon rapporto personale con la ministra della Salute Giulia Grillo, la collaborazione tra l'Istituto e l'attuale governo non è mai decollata. Al contrario, su molti argomenti alcuni suoi esponenti hanno sostenuto posizioni ascientifiche o francamente antiscientifiche». Quale sia il bersaglio del professore diventa sempre più esplicito nel proseguo dell'intervista: «È chiaro che quando un vicepresidente del Consiglio (Matteo Salvini, ndr) dice che per lui, da padre, i vaccini sono troppi, inutili e dannosi, questo non è solo un approccio ascientifico». Inoltre, prosegue l'ex attore, «Dire in continuazione che i migranti portano malattie è senza fondamento e mette in difficoltà le istanze tecniche, costrette a una specie di autocensura per non contraddire il livello politico».
Insomma, il motivo per cui Ricciardi si sarebbe dimesso è Salvini che vorrebbe la libertà vaccinale (come nella maggior parte dei Paesi Europei) e che dice che i migranti portano malattie. Lo scienziato, anziché dimostrare con fatti e prove che il Vice Premier ha torto, si stizzisce e se ne va sbattendo la porta. Dopo anni di collaborazione con esponenti politici, improvvisamente Ricciardi vuole che i politici stiano lontani dalla Sanità. Una affermazione quantomeno contraddittoria. D'altra parte, oltre a quelli politici ci sono in gioco ben altri interessi quando si parla di salute, e in particolare in quello che è stato il principale campo d'azione di Ricciardi, cioè i vaccini.
Sull'ex presidente dell'Iss sono da tempo in corso indagini per la valutazione dei suoi conflitti di interesse. E' ormai da tempo accertato che ha fatto da consulente per le case farmaceutiche sui loro vaccini. Per un incarico assunto in Europa, Ricciardi dovette stilare la sua dichiarazione di interessi presso la Commissione europea in data 28 marzo 2013. Il documento rivela che l'ex presidente dell'Istituto Superiore di Sanità ebbe a stilare gli HTA (Health Technology Assessment), cioè la valutazione dell'impatto sulla salute, di una serie di vaccini per le case farmaceutiche. Quello che balza agli occhi è che l'ultimo vaccino per cui fece da consulente fu quello contro il Meningococco B, che è stato poi inserito nel Piano nazionale sui vaccini, nonostante il parere contrario di molti ricercatori dello stesso Istituto Superiore di Sanità. Fece da consulente, inoltre, per i vaccini contro il papilloma virus, che nell'ultimo piano vaccinale è stato inserito anche per i maschi. Come anche è stato inserito nel piano nazionale sui vaccini cui ha partecipato l'antipneumococcico, per cui lui è stato consulente per diverse aziende.
Ad inizio dicembre, i membri del gruppo di lavoro "Vaccino Veritas" hanno inviato al ministro della Salute Giulia Grillo una richiesta di attivazione di una Commissione d'Inchiesta Ministeriale per «valutazione conflitti d'Interesse e omissione di peculiari informazioni a garanzia della tutela della Salute Pubblica, nonché dell'integrità, indipendenza e trasparenza della Pubblica Amministrazione» a carico di Ricciardi.
Il Codacons ha presentato una diffida urgente e pubblicato tutti i rapporti intercorsi tra Ricciardi e le aziende farmaceutiche produttrici di vaccini. L'eco di queste richieste di chiarimenti è arrivata fino in Inghilterra: il prestigioso British Medical Journal lo scorso 17 dicembre ha pubblicato un articolo dal titolo "Un alto dirigente della sanità pubblica italiana affronta le accuse di non aver reso pubblici i suoi rapporti con le case farmaceutiche".
In realtà il professor Ricciardi queste accuse non le ha neppure menzionate nell'intervista al Corriere della Sera, e l'intervistatore si è ben guardato dal citarle. E' molto più facile accusare il cattivissimo Salvini, reo di tutti i mali, compreso magari il volerci vedere chiaro nel grande affare delle vaccinazioni.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 07/01/2019

2 - LA SCIENZA CHE CERCA DIFESA DALLA POLITICA NON E' SCIENZA
La possibilità di formulare nuove ipotesi e di mettere in discussione l'ipse dixit è il nucleo della scienza sperimentale
di Enzo Pennetta - Fonte: Critica scientifica, 10/01/2019

«Noi andremo al rogo, moriremo bruciati, ma non rinunceremo mai alle nostre convinzioni».
Profetiche parole quelle pronunciate nel 1939 dal più grande genetista russo vittima di un 'patto per la scienza'.
È la notizia del giorno, Beppe Grillo annuncia di aver firmato un cosiddetto 'patto trasversale per la scienza' insieme a Roberto Burioni e Matteo Renzi.
Un patto per la scienza è già in sé qualcosa di assolutamente inedito dalla nascita del metodo scientifico e quindi della scienza moderna, all'inizio del XVII secolo, non si era mai sentita la necessità di difendere la scienza, questa infatti proprio grazie a grandi diatribe e controversie è avanzata senza che nessuno avesse mai la percezione che essa dovesse essere difesa da affermazioni contrarie a quelle che la maggioranza riteneva corrette.
Immagino già qualcuno storcere il naso e interrompere affermando "e il caso Galilei dove lo mettiamo?".
Ma il caso Galilei, la cui immagine campeggia nel post di Grillo, dimostra al contrario come l'opinione di una minoranza assoluta, rappresentata in quell'occasione proprio da Galilei, in un clima di politicizzazione della scienza possa essere colpita in nome di una maggioranza che esprime il consenso su una posizione differente. Se accettassimo i principi ai quali si ispira il 'patto trasversale per la scienza', le azioni contro Galilei furono giustificate e sarebbero ancora oggi giustificate contro qualunque voce dissonante che verrebbe classificata come 'antiscientifica'.
Nel momento stesso in cui la politica assume il ruolo di difesa della scienza contro la cosiddetta pseudo scienza, si porrebbe nelle mani di coloro che definiscono cos'è scienza che cos'è pseudoscienza, una terribile capacità di censura e repressione.
Fu un precedente 'patto per la scienza' a passare tristemente alla storia, quello contro la genetica mendeliana nel regime sovietico, Nikolaj Ivanovic Vavilov (1887-1943), botanico ebbe la sorte di entrare in contrasto col più influente Trifin Denisovic Lysenko (1898-1976). Quest'ultimo, che Vavilov aveva inizialmente appoggiato, faceva coincidere gli obbiettivi della scienza con quelli generali della società, e solo ciò che serviva alla rivoluzione era degno di ogni sforzo scientifico.
La proposta di un patto trasversale per la scienza va dichiarata dunque per quello che è: la proposta di istituzione di un ministero della verità.
Per chi ha letto Orwell tanto basta.

Fonte: Critica scientifica, 10/01/2019

3 - LA MORTE REFRIGERATA PER NON AFFRONTARE LA REALTA' DELL'EUTANASIA
Il mondo alla rovescia dove i bambini non nati non esistono e quelli morti vengono immaginati ancora vivi...
di Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 21/01/2019

La storia di Lennon, affetto da una patologia genetica e ucciso a dieci anni secondo i rodati protocolli eutanasici inglesi. E la evidente necrofilia degli ospedali che tengono il corpicino in una speciale culla termica per settimane. Una forma macabra e falsa di elaborazione del lutto. Coerente con l'eutanasia dei bambini sacrificati sull'altare del maggior interesse degli adulti sia da vivi che da morti.
Oltremanica fiorisce il culto della morte. Lennon era un bambino inglese affetto da una rara malattia genetica e per questo ucciso a 10 anni dal Servizio sanitario inglese. Nel Regno Unito ci sono moltissimi casi come quello di Lennon. Non se ne parla per una semplice ragione: i genitori non si oppongono e quindi non si crea il caso mediatico. Quando invece il Servizio sanitario inglese trova sulla sua strada genitori testardi come quelli di Charlie Gard, Alfie Evans e Isaiah Haastrup la vicenda diventa di pubblico dominio.
Torniamo a Lennon. Genetic Alliance, un gruppo di associazioni di famiglie che hanno figli con patologie genetiche, chiede alla mamma di Lennon di raccontare la sua storia in occasione dei 70 anni del Servizio sanitario inglese. "Non posso non lodare la cura e la compassione che Lennon, Ian ed io abbiamo ricevuto nelle ultime ore della vita di Lennon – scrive la mamma di quest'ultimo - Non dimenticherò mai le lacrime che gli rigavano le guance quando il medico arrivò alle tre del mattino e rimosse il tubo del ventilatore che teneva in vita Lennon". Ecco descritta in un paio di righe un perfetto protocollo eutanasico. E fin qui, ahinoi, nulla di nuovo sotto il sole.
Poi la lettera prosegue e descrive cosa è successo dopo la morte di Lennon. Ad una prima lettura si rimane disorientati perché interdetti. Alla seconda nasce l'orrore e il disgusto perché si è compreso bene cosa la mamma di Lennon, evidentemente stordita dalla disperazione per la perdita del figlio, va raccontando: "Ho sempre desiderato che la fine fosse al Keech Hospice. Alla fine non abbiamo potuto portare Lennon al Keech. Ma gli staff del Keech Hospice e dell'Addenbrookes hanno spostato le montagne e Lennon è arrivato nel suo luogo di serenità appena 12 ore dopo la sua morte. Il personale lì lo ha amato e si è preso cura di lui nei giorni e nelle settimane successivi alla sua morte, proprio come lo avrebbe amato e curato nelle sue ultime ore. Lo hanno lavato e vestito con il suo abbigliamento da paggio. Hanno parlato con lui mentre gli lisciavano i morbidi capelli. Siamo stati in grado di andare al Keech e visitarlo. Nei primi giorni mi sono seduta con lui, gli ho tenuto la mano e gli ho parlato. Ho appoggiato la testa sul suo petto e singhiozzato". Avete capito bene: per settimane il cadavere del piccolo è stato preso in cura dal personale del Keech e dai genitori.
Pubblicata la lettera, sul web sono comparse storie simili. Charlotte e il marito perdono la piccola Evelyn, affetta anche lei da una patologia genetica. Il cadavere rimane nell'hospice pediatrico di Martin House per 12 giorni durante i quali i genitori l'hanno lavata, le hanno cambiato il pannolino, le hanno persino cambiato sovente gli abitini e portata in giro in carrozzina. Poi l'hanno trasferita a casa, cullandosela per altri quattro giorni prima del funerale.
Ma, prima di rispondere alla domanda "Si sono bevuti tutti quanti il cervello?", dobbiamo rispondere ad un quesito di carattere tecnico: come è possibile prendersi cura di un cadavere per settimane? Grazie alla Cuddlecot, sostanzialmente una culla refrigerata che ritarda il processo di decomposizione. Pare che le Cuddlecots siano consigliate dagli ospedali pediatrici inglesi da alcuni anni. La dott.ssa Michelle Hills, consulente in medicina palliativa pediatrica presso la Martin House, spiega: le cuddle cots "hanno avuto un grande impatto positivo sulle famiglie. Aiutano i genitori a creare ricordi. La maggior parte dei genitori accetta questa opzione, è una cosa abbastanza normale. Alcune famiglie vogliono spingere i loro piccoli nella carrozzina che hanno comprato, portarli a casa nella nursery che hanno preparato".
Sulla stessa lunghezza d'onda l'agenzia inglese di pompe funebri Roftek Ltd Flexmont che ha inventato questa bara sottozero: "Affrontare la morte di un bambino è chiaramente un evento incredibilmente difficile per genitori ed ai genitori in lutto dovrebbe essere data la possibilità di trascorrere del tempo post-morte con il loro bambino. Fornire alle famiglie questo tempo attraverso l'uso di CuddleCot è incoraggiato a livello internazionale. Gli ospedali sono sempre più criticati se non usano CuddleCots". E aggiungono: "I prodotti Flexmort sono utilizzati in tutto il mondo e abbiamo un contratto nazionale con gli ospedali Nhs del Regno Unito. I prodotti di stoccaggio del corpo [sic] di Flexmort hanno rivoluzionato il concetto di stoccaggio mobile del corpo rendendo possibile che il defunto venga raffreddato 'con dignità'".
Dunque dopo il concetto di morte dignitosa ora abbiamo anche il concetto di post-mortem dignitosa o di raffreddamento dignitoso.
Affrontiamo ora la domanda relativa all'uso del cervello come un drink pre dinner. Innanzitutto lo "stoccaggio mobile del corpo" è espressione assolutamente congrua con il processo eutanasico. Prima si scarta il bambino perché prodotto difettoso e poi c'è il processo di stoccaggio e smaltimento della merce fallata. In secondo luogo, la Cuddlecot è espressione plastica dell'incapacità di accettare la morte come evento naturale della vita. Come si procura artificiosamente la morte attraverso l'eutanasia, così altrettanto artificiosamente si tenta di tenere in vita il cadavere di un bambino, mossi da indicibile disperazione. E' quasi il tentativo folle di procrastinare l'evento morte che in realtà è già avvenuto. Si vuole perpetuare l'esistenza al di là delle soglie dove regnano le tenebre, ma in realtà l'unico effetto che si ottiene è lo straziante prolungarsi di un funerale senz'anima, di una lugubre e raccapricciante veglia. Con l'eutanasia si anticipa la morte, con la Cuddlecot si vorrebbe poi posticiparla. Prima si uccide e poi quasi si vorrebbe resuscitare il defunto.
Terza riflessione: i bambini di cui sopra vengono uccisi non per il loro bene, ma per l'interesse degli adulti. Parimenti queste piccole bare non sono state ideate nel rispetto della dignità del bambini, ma sono state concepite pensando unicamente agli adulti. E' solo nella speranza di lenire il loro dolore che il piccolo non viene lasciato andare, ma deve rimanere lui morto tra i vivi. Sacrificato sull'altare del maggior interesse degli adulti sia da vivo che da morto.
Ultima riflessione: un tempo gli ospedali tenevano in vita le persone, ora le tengono morte. Dicevamo che al di là della Manica fiorisce il culto della morte. Infatti alcuni ospedali pediatrici non solo ammazzano i bambini, ma amano così morbosamente la morte da celebrarla anche dopo, tenendo il cadavere in corsia. Se i genitori, pur non potendo giustificare la loro scelta, trovano alcune attenuanti nel loro dolore annichilente, per i medici e per chi ha inventato queste macabre culle non ci può essere comprensione alcuna. Qui si tratta di una forma sofisticata di necrofilia, di passione malata della morte. Nel celebre film Psyco di Hitchcock, il protagonista, Norman, teneva in casa il cadavere ormai mummificato della madre. Ora questo avviene nelle corsie degli ospedali. L'orrore dell'infanticidio si perpetua nell'agghiacciante – è proprio il caso di dirlo – rito della criconservazione dei corpicini delle piccole vittime. Sono ormai le coscienze ad essere state ibernate.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 21/01/2019

4 - DARWIN E MALTHUS SONO L'IDEOLOGIA ALLA BASE DELLO SFRUTTAMENTO MODERNO
Ridurre la popolazione fa parte di un preciso disegno di sostituzione etnica
di Enzo Pennetta - Fonte: Critica scientifica, 06/01/2019

Esiste un'ideologia di cui non si parla perché si è travestita da "realtà oggettiva", si tratta del malthusianesimo. Ed è alla base del pensiero neoliberista e globalista.
Le dichiarazioni di Yves Cochet riportano la questione all'attenzione.
Ho cominciato a parlare di argomenti inerenti alla dottrina malthusiana (a sua volta strettamente legata alla concezione darwiniana) dalla nascita di questo blog, oggi più che mai il lavoro fatto è di estrema attualità.
Una conferma di questo è giunta proprio oggi 6 gennaio dalle dichiarazioni sulla riduzione della popolazione europea fatte dell'ecologista francese, ex deputato all'Assemblea nazionale ed ex europarlamentare Yves Cochet, che è stato subito ripreso in un tweet della giornalista Eugénie Bastié:
@EugenieBastie
Le néo-malthusien Yves Cochet dans l'Obs, propose d'inverser les allocations familiales et de les rendre dégressives à mesure que la famille grandit: "Limiter nos naissances nous permettrait de mieux accueillir les migrants qui frappent à nos portes"
Dunque Cochet dichiara che bisogna ridurre le nascite della popolazione dei paesi ricchi (ulteriormente ndr) per far posto ai migranti. Ma questo non sarebbe malthusianesimo aggiunge in un classico da "excusatio non petita accusatio manifesta", una giustificazione che alimenta i sospetti.
Il malthusianesimo ha come centro della sua azione la riduzione della popolazione povera mediante il divieto di assistenza sociale e i salari ridotti alla sussistenza, il tutto giustificato dall'assunto che la causa della povertà sia l'eccessiva popolazione (dato smentito storicamente). Con un paralogismo Cochet afferma che il suo non è malthusianesimo e che un vero approccio malthusiano sarebbe quello di ridurre la popolazione nei paesi del Terzo mondo, politiche che effettivamente sono state ampiamente portate avanti dall'ONU e supportate a fasi alterne dagli USA. Sostiene quindi Cochet che la sua non è una proposta malthusiana perché in essa sarebbe la popolazione ricca a dover essere ridotta per far posto a quella povera, il che effettivamente si configura come un approccio assolutamente inedito.
Ma in realtà si tratta del più puro malthusianesimo, quando l'economista Thomas Robert Malthus (1766 – 1834) antenato dei vari Monti, Cottarelli e altri sostenitori dell'austerity, propose la propria teoria, aveva in mente i poveri dell'Inghilterra, il proletariato nato dalla prima rivoluzione industriale, quindi l'idea di ridurre la popolazione dei paesi ricchi è esattamente quella originale di Malthus.
La riduzione della popolazione ha lo scopo di minare la capacità di protestare della classe operaia dei pesi sviluppati e quindi di organizzarsi, dove manca una massa critica non c'è protesta. Possiamo ben immaginare il rammarico che Cochet a altri dell'intellighenzia francese deve aver provato in questi giorni nel constatare come i gilet jeunes siano numericamente fastidiosi.
Ma perché ridurre la popolazione de paesi sviluppati per poi importare migranti dal Terzo Mondo? La risposta è semplice e la fornisce Marx quando parla dell'esercito industriale di riserva, una massa di disperati il cui fine è quello di innalzare il tasso di disoccupazione per ridurre i salari e spingerli tendenzialmente fino al livello di sussistenza. Inoltre la deportazione assistita dei giovani dall'Africa subshariana è essa stessa una misura malthusiana in quanto riduce la popolazione attiva impedendo lo sviluppo delle economie locali che, nell'ottica neoliberista e globalista, non devono svilupparsi e avere l'unica funzione di fornire materie prime a basso costo e, come già detto, anche manodopera a basso costo. La stessa dinamica malthusiana dell'Africa è stata già vissuta dal meridione d'Italia con la migrazione tra fine Ottocento e inizio Novecento, una riduzione della popolazione che, contrariamente a quanto previsto dalla teoria, non ha portato alcuno sviluppo, e d è stata sperimentata anche dall'Irlanda che in seguito alla carestia dell'Ottocento si svuotò della popolazione impiegando poi numerosi decenni per riprendersi dallo shock demografico.
Esiste dunque un fattore unificante di globalismo e neoliberismo e questo è il malthusianesimo. Una teoria ottocentesca più volte smentita dalla storia che però viene insistentemente riproposta come rappresentazione efficace della realtà per giustificare e indicare come inevitabili le azioni contro la popolazione del capitale e della finanza liquida.

Fonte: Critica scientifica, 06/01/2019

5 - IL VIAGGIO PER L'EUROPA NON E' UNA SCELTA MA PIU' SPESSO CELA LA TRATTA DI DONNE DESTINATE ALLA PROSTITUZIONE
Il racconto di chi ci è passato svela come ci sia un progetto criminale preciso: lasciare che tutto ciò continui non è un atto umanitario
di Sara De Carli - Fonte: www.vita.it, 13/02/2017

Blessing Okoedion è nigeriana, ha trent'anni ed è una mediatrice culturale. È stata vittima della tratta, ingannata, nonostante la sua laurea. In Italia sono 70mila le donne vittime della tratta, di cui la metà giovani nigeriane. «Nei villaggi i trafficanti appaiono come salvatori, con 40 euro si prendono una ragazza. Ma è forse una colpa vivere in un villaggio e non sapere l'inglese?». Lei si è liberata e ha raccontato la sua storia in un libro
Come ho fatto ad essere così stupida? Come ho fatto a fidarmi e a non accorgermene? Inizia con queste domande la testimonianza di Blessing Okoedion, una ragazza di trent'anni, nigeriana. Oggi è una mediatrice culturale, nel suo passato ci sono la strada e la prostituzione. Blessing è una ex vittima della tratta. È arrivata in Italia nel 2013, ingannata da una donna che lei ora definisce un «lupo travestito da agnello». Ha una laurea in informatica Blessing, ma non è bastato a riconoscere l'inganno, tanto era studiato il "travestimento": «appena ho capito quale lavoro avrei dovuto fare, qui in Italia, non facevo altro che ripetermi "come ho fatto", "come può essermi successa questa cosa"». La catena di Blessing era un debito da 65mila euro, così le disse quella donna che l'aveva ingannata. Lei ha avuto la forza di romperla, denunciando e ricominciando una nuova vita. E raccontando la sua storia in un libro appena pubblicato, Il coraggio della libertà (edizioni Paoline) scritto insieme alla giornalista Anna Pozzi.
Nel mondo sono almeno 21 milioni le persone vittime di tratta, per il 70% donne e bambini. "Tratta" significa persone trafficate e sfruttate, prevalentemente per sesso e lavoro servile: ogni due minuti, nel mondo, c'è un bambino che viene sfruttato sessualmente. È un giro d'affari che vale 32 miliardi di dollari l'anno e che in Europa vale più del traffico di droga o d'armi. Se ne è parlato nel convegno "Migrazioni e traffico di persone", a Milano. È un fenomeno che tocca anche l'Italia, in ogni sua zona. Solo in Italia sono 50-70mila le donne vittime della tratta, circa la metà giovani nigeriane: ogni mese qui in Italia da loro si acquistano 9-10 milioni di prestazioni sessuali. Lo sfruttamento del lavoro riguarda invece 150mila persone: lavoro schiavo, non semplicemente lavoro nero, con sottrazione di documenti, salario di poche decine di euro per 12 ore di lavoro, condizioni abitative disumane, fornitura di beni di prima necessità obbligatoria e a caro presso. Basta un dato per capire quanto la tratta ci riguardi: le donne nigeriane sbarcate in Italia nel 2016 sono state 11mila: erano la metà (5.600) l'anno prima. Molte di loro, come Blessing, si chiedono "come è possibile".
Come è possibile? «Tante persone in Nigeria hanno sentito parlare della tratta. Ma nelle città. Nessuno va nei villaggi a raccontare. I trafficanti sanno che non possono più prendere ragazze in città, ma nei villaggi questi appaiono come gli unici salvatori. I nostri villaggi sono abbandonati dalle autorità, i trafficanti arrivano, promettono un lavoro, magari come baby sitter. Sono una mano tesa per persone abbandonate a loro stesse, l'unica mano tesa. Con quaranta euro si prendono una ragazza», racconta Blessing. La sua voce si leva forte, potente: «Ma è forse un peccato vivere in un villaggio? Non parlare inglese? Perché lì nessuno racconta la verità? Perché nessuno spiega a queste ragazze e alle loro famiglie cosa sia la tratta?».
Il problema che Blessing denuncia - tecnicamente lo chiamano "gap informativo" - è un nodo cruciale delle migrazioni odierne e dei tentativi di arginare i numeri del traffico di esseri umani, tant'è che l'OIM-Organizzazione Mondiale per le Migrazioni ha avviato una campagna informativa sui social chiedendo a migranti arrivati in Italia di registrare una brevissima testimonianza in cui raccontino la verità su ciò che hanno passato in Libia, perché «chi parte non sa cosa lo aspetta», afferma Flavio Di Giacomo, portavoce OIM. Il progetto si chiama Aware Migrants. Non sanno, dice Di Giacomo senza mezzi termini, che «la Libia è inferno. I migranti vengono picchiati, rinchiusi nei campi, gli viene chiesto di pagare un riscatto, a volte lavorano ma non vengono pagati. Molti vorrebbero tornare indietro, ma a i trafficanti non vogliono che chi vede le reali condizioni della migrazione e soprattutto della traversata torni indietro per raccontarlo. Chi parte non sa, parla del Mediterraneo come di un fiume, the river, c'è una sorta di marketing incentrato sulla facilità della traversata. Quando arrivano sulla spiaggia e vedono il mare e i gommoni con cui dovrebbero attraversarlo hanno paura e vorrebbero tornare indietro: ma non possono, una volta che hai pagato devi partire. Tanti hanno sul corpo i segni delle violenze, tagli su braccia e gambe, tanti hanno raccontato di persone uccise perché non volevano più partire». Ecco perché la distinzione fra migranti economici e rifugiati è stata superata dalla storia: queste persone sono partite per motivi economici, tecnicamente non sono rifugiati e non hanno diritto alla protezione internazionale, però nel loro percorso nei fatti hanno subito una violazione dei loro diritti umani. E sono costretti a imbarcarsi. Questa è la realtà. «Non abbiamo il diritto di dire "non partite"», spiega Di Giacomo, tornando alla campagna sui social, «ma abbiamo il dovere di informare, perché tanti oggi ci dicono "non immaginavo"».
Una mano tesa Blessing l'ha trovata da suor Rita Giaretta, a Casa Rut, a Caserta. «Non volevo stare lì da loro. Altre donne, come quella che mi aveva tradita. Perché questa donna mi tende la mano? Cosa vuole da me? Io non avevo mai pensato prima che una donna e una donna cristiana potesse vendere un'altra donna: avevo paura. Non è facile avere fiducia quando sei stata tradita», racconta. Poi pian piano ha capito che Casa Rut «era una mano tesa vera, che non dà false speranze. Nelle parole delle suore di Casa Rut ho visto un messaggio, "siete capaci di cose belle, non siete condannate alla tristezza della morte, dentro di voi c'è la possibilità di una rinascita». Oggi è questo il messaggio che Blessing grida forte: «mi sto facendo voce per dire a tutte le ragazze trafficate che c'è una possibilità di rinascita. E di gioia».

Fonte: www.vita.it, 13/02/2017

6 - SE PENSATE CHE I MATRIMONI GAY SIANO STATI UNA CONQUISTA DI DIRITTI CIVILI, GUARDATE DOVE STIAMO ANDANDO A FINIRE
Poliamore, la nuova frontiera sentimentale
di Giuliano Guzzo - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 08/11/2018

L'attore e ballerino americano Frankie Grande annuncia su Instagram il suo menage a tre con una coppia gay. È solo il primo testimonial di una nuova tendenza promossa dallo star system, logica conseguenza dell'accettazione del "love is love" che domina la nostra cultura. Se è il sentimento amoroso a fondare la famiglia, come opporsi all'ipotesi che esso possa interessare anche più di due persone?
Se credete che «fare coming out» significhi dichiarare pubblicamente la propria omosessualità, non abbiatene a male ma siete rimasti indietro. La nuova frontiera sentimentale sta infatti diventando un'altra, quella del «poliamore», ossia del legame non fra due bensì fra più persone. Fra i pionieri di questa nuova ed emergente tendenza si è in questi giorni fatto avanti un nome di peso dello star system internazionale, quello di Frankie Grande, 35 anni, attore e ballerino, fratello della più nota Ariana, attrice, cantante e compositrice statunitense, il quale ha annunciato pubblicamente la sua unione con…due uomini. Proprio così.
Attraverso Instagram, ultimamente evoluto a ufficio di stato civile virtuale dove gli amori iniziano e finiscono, Grande ha ufficializzato il proprio 'ménage à trois' con una coppia gay sposata da meno di un anno, quella composta da un medico, Mike Bohl, e da un avvocato impegnato per i diritti umani, Daniel Sinasohn. I tre hanno scelto di diffondere la notizia ad Halloween con uno scatto in omaggio a David Bowie, ricreando i costumi di Ziggy Stardust, ma i follower più attenti fanno notare come non sia la prima volta che la coppia compare negli scatti social dell'attore. Era, insomma, solo questione di tempo.
Adesso però che questo «poliamore» è di pubblico dominio, il sospetto è che ne possano essere ufficializzati altri. E altri. E poi altri ancora, innescando – lo si diceva poc'anzi – una vera e propria tendenza che non soltanto i mass media, c'è da scommettere, incenseranno come trasgressiva, ma risulterà difficile anche solo contestare.
Questo perché, una volta accettato l'obamiano «love is love», ossia il paradigma culturale tale per cui è il sentimento amoroso a fondare la famiglia, come opporsi all'ipotesi che esso possa interessare anche più di due persone? Chi saremmo infatti noi, verrebbe amaramente da aggiungere, per giudicare tre, quattro o cinque innamorati nel momento in cui essi desiderano stare assieme, aiutarsi a vicenda e domani, magari, adottare un bambino evitandogli l'orfanotrofio?
Possono apparire provocazioni ma queste altro non sono, si badi, che logiche conseguenze dell'impostazione culturale dominante. Tanto più, poi, che il «poliamore» - di cui Frankie Grande sarà solo il primo, c'è da temere, di una lunga serie di testimonial – risulta una realtà prevista e in qualche modo auspicata da alcuni. Come per esempio Jacques Attali, l'economista ed ex consigliere di Mitterand, nonché padrino politico del presidente Macron, il quale, nei suoi testi prefigura un mondo dove le relazioni tutte verranno sostanzialmente a liquefarsi in favore di illimitate libertà, con legami multipli e sempre revocabili.
«Un giorno», prevede a questo proposito Attali, che andrebbe preso tremendamente sul serio, «il sentimento amoroso potrà essere talmente intenso da implicare più persone alla volta […], il poliamore, in cui ciascuno potrà avere più partner sessuali distinti; la polifamiglia, in cui ciascuno apparterrà a più famiglie; la polifedeltà, in cui ciascuno sarà fedele a tutti i membri di un gruppo dalle sessualità multiple».
Dunque il debutto via Instagram del «poliamore» di Grande rischia realmente di essere solo la punta dell'iceberg, la prima avvisaglia di una valanga che sta per abbattersi; basti pensare che già nel 2009 il settimanale Newsweek riferiva di molte decine di migliaia di unioni «poliamorose».
Che fare, allora? La sola possibilità realmente praticabile, da parte del mondo cattolico e in generale da tutti coloro che hanno a cuore principi che oggi suonano stranamente arcaici - come quelli per cui la famiglia è solo quella composta da un uomo e da una donna e i bambini hanno diritto ad un padre ed una madre - è quella di riaffermare l'esistenza di una legge naturale dalla quale l'istituto matrimoniale e quindi familiare trae fondamento; una legge calpestata la quale le perversioni della morale non possono più avere fine. Certo, per fare tutto ciò occorre il coraggio di andare controcorrente. E forse è proprio questo il vero problema.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 08/11/2018

7 - MORTO MARIO PAOLO ROCCHI, IDEATORE DEL PROGETTO GEMMA CHE HA COMBATTUTO L'ABORTO
A Firenze, dove Emma Bonino praticava aborti illegali a migliaia, Mario Paolo Rocchi nel 1975 fu tra i fondatori del primo Centro di Aiuto alla vita e del conseguente sorgere del Movimento per la Vita di Francesco Migliori
di Marisa Orecchia - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 24/12/2018
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 24/12/2018

8 - LA SCIENZA NON PUO' NEGARE CHE LA TERRA SIA GIOVANE E LA CREAZIONE DELL'UNIVERSO SIA AVVENUTA DAVVERO IN SEI GIORNI
Pio XII ribadì che i primi 11 capitoli della Genesi sono storici in un senso vero (del resto fino al 1800 nessuno metteva in dubbio che la creazione fosse avvenuta in sei giorni e che la terra avesse circa 8000 anni)
di Padre Angelo - Fonte: Amici Domenicani, 12/10/2018
Fonte: Amici Domenicani, 12/10/2018

Stampa ArticoloStampa


- Scienza & Vita - Il materiale che si trova in questo sito è pubblicato senza fini di lucro e a solo scopo di studio, commento didattico e ricerca. Eventuali violazioni di copyright segnalate dagli aventi diritto saranno celermente rimosse.