Amici del Timone n�28 del 17 gennaio 2014

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1 GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA: 2 FEBBRAIO 2014
I figli sono la pupilla dei nostri occhi... Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi?
di Erika Bettarini - Fonte: Toscana Oggi
2 UNO SGUARDO PREOCCUPATO SULL'UOMO DI OGGI
Fecondazione artificiale, aborto come diritto, ideologia del gender: verso un futuro senza famiglia?
di Paolo Delprato - Fonte: Scienza & Vita Siena
3 NO AL REATO DI OMOFOBIA, NO AL ''MATRIMONIO'' GAY
Comunicato stampa delle associazioni Scienza e Vita toscane
Fonte: Scienza e Vita
4 LA COCA COLA INNEGGIA ALLA FAMIGLIA
Lo spot argentino è geniale, bello, artistico, e invita ad amare la vita e la famiglia più di mille parole
di Carlo Bellieni - Fonte: Il Sussidiario
5 I BAMBINI SCARTATI...NON BASTA CHIAMARLI EMBRIONI PER CAMBIARE LA REALTA'
Quando la natura dell’uomo viene calpestata
di Carlo Bellieni - Fonte: Il Sussidiario
6 EUTANASIA INFANTILE? UN AUTOGOL
Parlando di minori tutti i nodi sull’eutanasia vengono al pettine
di Carlo Bellieni - Fonte: Avvenire
7 EUTANASIA PER I MINORI BOCCIATA DALLA COMUNITA' MEDICA
Un'assurdo giuridico prima ancora che etico
Fonte: UCCR online
8 LA SCIENZA LO CONFERMA: UN BAMBINO HA BISOGNO DI UN PADRE E DI UNA MADRE
E i giudici che dimostrano di ignorarlo svelano il loro pregiudizio ideologico
Fonte: UCCR online
9 PAPA FRANCESCO ''PERSONA DELL'ANNO'' PER IL TIME E PER UNA NOTA RIVISTA GAY
Il Pontefice spesso esaltato per contrapporlo alla Chiesa, le sue parole strumentalizzate per usarle contro i cattolici
di UCCR online - Fonte:
10 LA RIVISTA ''SCIENTIFIC AMERICAN'' AFFERMA CHE LA VITA NON ESISTE
Per questi pseudo-scienziati, vostro figlio, che corre in bicicletta, è vivo quanto il pezzo di ferro arrugginito che sta nella discarica
di Antonio Socci - Fonte: Libero
11 MI SONO CURATA GRAZIE AGLI ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI
Il volto disumano dell'animalismo: Caterina, 25 anni, 4 malattie genetiche rare, riceve 30 auguri di morte e oltre 500 insulti, tra cui ''Valgono più 10 topi che te'' e ''Era meglio se morivi a 9 anni''
di Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
12 SPAGNA: CANCELLATA LA LEGGE ZAPATERO SULL'ABORTO? NO, PURTROPPO!
Non cambia quasi nulla eppure i giornali italiani parlano di svolta, dietrofront, retromarcia, ma è un inganno
di Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana

1 - GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA: 2 FEBBRAIO 2014
I figli sono la pupilla dei nostri occhi... Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi?
di Erika Bettarini - Fonte: Toscana Oggi, 19 gennaio 2014

"I figli sono la pupilla dei nostri occhi... Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare avanti? Così Papa Francesco all'apertura della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù ha illuminato ed esortato tutti alla custodia della vita, ricordando che generare ha in sé il germe del futuro. Il figlio si protende verso il domani fin dal grembo materno, accompagnato dalla scelta provvida e consapevole di un uomo e di una donna che si fanno collaboratori del Creatore. [...] Generare la vita è generare il futuro anche e soprattutto oggi, nel tempo della crisi; da essa si può uscire mettendo i genitori nella condizione di realizzare le loro scelte e i loro progetti. [...] Il ricorso all'aborto priva ogni anno il nostro Paese anche dell'apporto prezioso di tanti nuovi uomini e donne".
Con queste parole i vescovi italiani hanno indetto per domenica 2  febbraio 2014 la 36a Giornata Nazionale per la Vita. Il Tema della Giornata sarà: "Generare futuro".
Il CAV, Centro di Aiuto alla Vita di Siena, in collaborazione con l'Ufficio Diocesano per la Pastorale Familiare e l'Associazione Scienza&Vita, ha previsto una serie di momenti ed eventi nella diocesi focalizzati su questo importante tema.
Come gli anni precedenti sarà proposta per ogni Forania una Veglia per la Vita secondo il programma riportato dal sito della nostra associazione: www.cavsiena.it
Durante la Giornata per la Vita sarà divulgata la notizia che per rispondere ai bisogni crescenti ed essere presenti nel territorio abbiamo aperto due nuove sezioni del CAV, una nella Valdarbia e una nella Valdelsa.
La sezione Valdarbia sarà a Monteroni con il coordinamento di Noemi e Daniele Frosali.
Un ringraziamento alla nostra volontaria Beatrice Fernè e a don Cosimo, il quale ci ha accolti con gioia, viste le reali necessità territoriali.
La sezione Valdelsa sarà a Staggia Senese e sarà inaugurata ufficialmente in occasione della Giornata per la Vita dopo la Santa Messa presieduta dall'Arcivescovo. Poi dopo il pranzo assegneremo il premio "Amico per la vita" (terza edizione) dedicato a Chiara Serra con cui il CAV intende dare visibilità e gratitudine a chi si è meritoriamente distinto nell'anno per l'impegno a favore della vita, sia nell'ambito culturale, che in quelli politico, sociale e del volontariato.
Chi fosse a conoscenza di persone o istituzioni che si sono meritoriamente date da fare per la vita nascente è pregato di segnalarcelo entro il 20 gennaio. La giunta del CAV sceglierà tra i nominativi arrivati la persona da premiare in occasione della Giornata per la Vita 2014.
Lo scopo della Giornata per la Vita è sensibilizzare le persone all'apertura alla vita ed è per questo che invitiamo tutti anche a partecipare alla Marcia per la Vita che quest'anno è alla quarta edizione. Si svolgerà a Roma domenica 4 maggio. L'anno scorso ha visto la partecipazione di oltre 30.000 persone. Anche noi di Siena abbiamo partecipato con il pullman organizzato da Scienza & Vita. Per noi sono state molto incoraggianti le parole che il Papa ci ha rivolto quando siamo arrivati in Piazza San Pietro: "Saluto i partecipanti alla Marcia per la vita che ha avuto luogo questa mattina a Roma e invito a mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento".
Spero che queste iniziative contribuiscano a far conoscere l'attività del CAV che vede impegnati noi volontari a sostenere ed aiutare le donne a compiere il loro dovere di mamma. Siamo grati a tutti coloro che vorranno collaborare a questo vitale obiettivo.

Erika Bettarini
presidente del CAV di Siena
e vicepresidente di Scienza & Vita

Per vedere il manifesto della Giornata per la Vita, clicca qui!

Fonte: Toscana Oggi, 19 gennaio 2014

2 - UNO SGUARDO PREOCCUPATO SULL'UOMO DI OGGI
Fecondazione artificiale, aborto come diritto, ideologia del gender: verso un futuro senza famiglia?
di Paolo Delprato - Fonte: Scienza & Vita Siena, 18 gennaio 2014

Scrittori e registi, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, hanno utilizzato abbondantemente la tecnica della rappresentazione di un futuro cupo e catastrofico per trasmettere implicitamente il loro richiamo all'umanità verso quello a cui potrebbe andare incontro se dovesse, a seconda dei casi, perdere il controllo della tecnologia, il rispetto della natura o quello della dignità umana. Il filone "distopico" della letteratura ha dato così vita a capolavori come "1984" di George Orwell, "Il padrone del mondo" di R.H. Benson (che tra l'altro prefigura un futuro in cui la religione cattolica viene perseguitata in tutto il mondo) o come "Arancia Meccanica" di Anthony Burgess; mentre la cinematografia ha realizzato opere come "Metropolis" di Fritz Lang, "Matrix" dei fratelli Wachowsky e "Brazil" di Terry Gillian, tanto per citarne alcune.
E' spesso interessante, per chi osserva la società, vedere quali di questi scenari, ancorchè ritenuti improbabili, in effetti sembra che si vadano ad avverare, trasformando un'opera di fantasia spesso spaventosa e perversa, in una agghiacciante e sconcertante profezia.
Da qui nasce la mia idea di portare alla riflessione comune la situazione dell'uomo di oggi e, probabilmente, di domani, alla luce di 3 opere distopiche molto diverse tra loro ma accumunate dalla triste caratteristica di essere non più il frutto di una fervida immaginazione ritenuta assurda e irrealizzabile all'epoca della pubblicazione e forse ancora tali fino a pochi anni fa, quanto piuttosto la cronaca fin troppo dettagliata e cruda di un qualcosa che sta già avvenendo o sta per arrivare se non ci si ferma in tempo.
Aldous Huxley ne "Il mondo nuovo" immaginava nel 1932 un mondo dominato dalla tecnologia e scientificamente gaio e spensierato. Nel 1974 Philip K. Dick (l'ispiratore dei distopici "Blade Runner" e "Minority Report") coniava in un racconto la definizione di "pre-persone". Nel 1997 il regista Andrew Niccol nel suo film "Gattaca – La porta dell'universo" ci raccontava una società dominata dal determinismo genetico.
Fantasie assurde? Tragiche profezie? E cosa c'entra in questo l'ideologia del gender? E, infine, cosa hanno a che fare tutte queste cose con la famiglia, quella che l'umanità conosce da sempre?
Domenica 9 febbraio alle 15.30 nel teatro parrocchiale dell'Osservanza parleremo di tutto questo per potere insieme avviare una riflessione che ci aiuti a comprendere come l'umanità sia ormai vicina ad un bivio decisivo.

Per informazioni sulla conferenza, clicca qui!

Fonte: Scienza & Vita Siena, 18 gennaio 2014

3 - NO AL REATO DI OMOFOBIA, NO AL ''MATRIMONIO'' GAY
Comunicato stampa delle associazioni Scienza e Vita toscane
Fonte Scienza e Vita, 20 gennaio 2014

Le articolazioni locali dell'associazione "Scienza e Vita" presenti in tutta la Toscana (Firenze, Pisa, Livorno, Siena, Lucca, Pontremoli) che hanno già affrontato più volte nei propri convegni il tema dell'ideologia del gender, rilevandone la pericolosità sul piano sociale, per la famiglia e per i diritti  e l'educazione dei figli, facendo eco all'importante manifestazione di sabato 19 gennaio a Palazzo Vecchio in Firenze sul testo di legge "Scalfarotto" (n°1052) approvato alla camera il 19/9/2013 e in discussione al Senato, auspicano una grande mobilitazione ideale e civile dell'opinione pubblica volta a mettere in rilievo il significato specifico della sessualità umana e il valore della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna  e aperta alla procreazione.
Da anni si assiste, anche a livello europeo ed internazionale ad una sistematica aggressione alla famiglia non solo sul piano culturale e, particolarmente in Italia, ma anche sul piano delle politiche economiche , fiscali e sociali.
Nella convinzione che solo dinamiche familiari forti possono assicurare equilibri sociali stabili, deve essere riaffermato il grande valore ideale e la fondamentale funzione sociale (ed, altresì, economica) della famiglia che trasmette la vita e si apre al futuro non solo per dare pienezza umana all'esistenza individuale ma anche per offrire alla società il supporto indispensabile di coesione sociale, specie nella  stagione della "emergenza educativa" e del "suicidio demografico" in cui i tassi di crescita della popolazione  sono negativi.
Da queste convinzioni deriva la nostra netta opposizione aI Disegno di legge sull'omofobia (dagli stessi promotori ritenuto come tappa necessaria verso il "matrimonio" omosessuale, che introduce una inaccettabile limitazione ai diritto di ogni cittadino di manifestare liberamente il proprio pensiero, come stabilito dall' articolo 21 della Costituzione.
L'opposizione alle discriminazioni verso gli omosessuali, che nessuno vuol mettere qui in discussione, è espressione dell'assoluto rispetto dovuto ad ogni persona in quanto tale,  ma non può e non deve tradursi, come avverrebbe se passasse questa legge, in una discriminazione di senso opposto, finendo per perseguire penalmente anche chi voglia affermare e difendere, rispetto ad ogni altra forma di convivenze, l'unicità del matrimonio e della famiglia formata dall'unione tra un uomo e una donna, dove nascono e si formano le future generazioni e, pertanto, il suo imparagonabile valore morale, economico e sociale contemplato dalla nostra costituzione.
Pertanto si invitano le istituzioni competenti e i rappresentanti politici alla massima vigilanza affinché sia scongiurata questa pericolosa deriva verso una legislazione liberticida o addirittura, come da alcuni autorevoli giuristi paventato, totalitaria.

Fonte: Scienza e Vita, 20 gennaio 2014

4 - LA COCA COLA INNEGGIA ALLA FAMIGLIA
Lo spot argentino è geniale, bello, artistico, e invita ad amare la vita e la famiglia più di mille parole
di Carlo Bellieni - Fonte: Il Sussidiario

La Coca Cola sta lanciando un nuovo prodotto a basso contenuto calorico; si chiama Coca Cola Life, e per ora la vendita è limitata ad Argentina e Cile; è una bevanda fatta con un dolcificante naturale sudamericano, e la bottiglia si distingue dalla tradizionale per il colore verde invece che rosso.
Non entriamo qui nelle trite polemiche sulle multinazionali né parliamo del prodotto in questione. Ma ne approfittiamo per far conoscere il suo spot pubblicitario Made in Argentina: un video geniale, bello, artistico, che invita ad amare la vita e la famiglia più di mille parole.
Strano parlare di uno spot pubblicitario? Non proprio, perché nella società dell'immagine la cultura passa attraverso quello che si vede piuttosto che attraverso lunghi ragionamenti. E uno spot può essere dirompente, nel bene e nel male.
Quello di cui parliamo qui è un video da vedere e far vedere, che colpisce, tocca il cuore, stupisce e commuove. Nella semplicità di quello che tutti proviamo di fronte alla nostra famiglia ma che nessuno racconta, e quasi abbiamo pudore a raccontarlo noi stessi, e a sentirlo raccontare. Tanto che non si dice mai che la vita è bella, ma si parla solo e sempre di lamentele e disillusioni, quasi che la famiglia sia un ostacolo alla felicità.
Invece qui vediamo un modo nuovo di fare pubblicità e di parlare della vita, da cui molti dovrebbero trarre insegnamento. Perché della bellezza si può parlare, e si può parlare senza moralismi e senza piagnistei.
Perché sta qui la vera sfida oggi: nel modo in cui si fa cultura. Per far conoscere e amare la vita basta raccontarla, ma dai massmedia si ascoltano troppo spesso – nei riguardi della famiglia e della vita - o messaggi di angoscia o prediche fatte dal primo che passa. E passa l'idea che far famiglia sia un peso, un obbligo, e far un figlio qualcosa di cui aver paura. Abbiamo già altre volte parlato con gioia dei messaggi positivi che escono da certe trasmissioni per ragazzi apparentemente (e in certa misura realmente) trasgressive, come I Simpson, dr House, certi programmi di MTV, di cui non si può magari apprezzare tutto ma che guardati con attenzione fanno uscire discorsi, personaggi, aspetti positivi ma raccontati come si devono raccontare, cioè con ironia, amore e bravura. Bando alla noia, come insegna Papa Francesco, nel parlare del bene! Come non vedere allora nei Simpson un inno alla famiglia e come non vedere nel dr House un inno alla sua ricerca della verità e una drammatica ma bella raffigurazione dell'insufficienza delle sue risposte?
La responsabilità di chi fa comunicazione è grande, perché è troppo facile fare telegiornali che raccontano solo o quasi drammi e disastri, come se ognuno di noi non vedesse intorno a sé tanto fiorire di opere, di solidarietà, di accoglienza che nessuno però racconta. Ma davvero credono che per farci stare attaccati allo schermo servano solo le sciagure e le bagarre?
Complimenti allora a chi ha creato lo spot della Coca Cola Life, da mettere come bandiera della buona comunicazione. Credo sia figlio della genialità argentina, nata in casa di un popolo che ci sta regalando grandi sorprese.

Ecco lo spot di cui parla l'articolo:


http://www.youtube.com/watch?v=yRqUTA6AegA

Fonte: Il Sussidiario

5 - I BAMBINI SCARTATI...NON BASTA CHIAMARLI EMBRIONI PER CAMBIARE LA REALTA'
Quando la natura dell’uomo viene calpestata
di Carlo Bellieni - Fonte: Il Sussidiario

Il Center for Disease Control and Prevention lo dice chiaramente: il 46% dei neonati americani avuti per fecondazione in vitro non nascono “singoli”, ma in coppia, tripletta (o più) di gemelli e il 37% sono prematuri, contro il 3% di gemelli nella popolazione generale e il 12% di prematuri. Quando tutto va bene questo dato può essere trascurato, ma di solito mette un po’ d’ansia anche negli operatori, perché nascere gemelli o nascere prematuri sono entrambi eventi che portano un rischio per la salute del bambino. L’aumento negli ultimi 10 anni delle nascite multiple e la loro correlazione con i trattamenti medici per la fertilità è ben documentato dall’ultimo numero della prestigiosa rivista New England Journal of Medicine, che tuttavia nota un declino di questo trend negli ultimi anni, per la tendenza ad impiantare nell’utero un numero sempre più basso di embrioni. Il problema sembrerebbe risolto. Tuttavia alcuni studi mostrano rischi per la salute superiore alla popolazione generale, anche nel caso dell’impianto di un singolo embrione. Basta leggere l’articolo “Why do singletons conceived after assisted reproduction technology have adverse perinatal outcome? “ (“Perché i neonati singoli concepiti con FIV hanno conseguenze avverse?”) pubblicato a Marzo 2013 nella rivista USA Human Reproduction Update. Ma c’è altro: e questo ce lo mostra una piccola espressione rivelatrice: “uno alla volta” usato quando si parla di come impiantare nell’utero i singoli embrioni. Infatti il Kansas City Star titola il 2 dicembre: “Citing an epidemic of twins, fertility doctors advocate using one embryo at a time”, cioè “i dottori supportano l’idea di usare un embrione alla volta”. Questa espressione ha due punti che non ci piacciono. Il primo è l’espressione “usare” riferito all’essere umano, piccolo embrione o grande giornalista che esso sia: l’essere umano non può mai essere “usato” da altri. E che l’embrione sia un essere umano è lapalissiano: lo insegnano a scuola, dalle elementari all’università. L’altro punto che non ci piace è l’idea di usarne “uno alla volta”, che magari può anche dare dei vantaggi, ma… gli altri embrioni-esseri-umani che fine fanno? Lo lasciamo alla vostra documentazione. Comunque di solito non vengono più usati (sono inutili) e non nascono; e allora l’uno alla volta finisce per essere la vita per chi ce la fa e il congelamento per gli altri. Con un possibile impatto psicologico anche per il sopravvissuto quando saprà di essere il campione di un gruppetto di fratelli-embrioni che invece sono “rimasti indietro”, come ben spiega lo psichiatra francese Benoit Bayle nel libro “L’embryon sur le divan”. La legge 40 italiana invece per evitare questo proibisce di “creare” più embrioni di quanti poi se ne impiantino nell’utero, e lascia la libertà di fecondarne e poi impiantarne anche uno solo. Ci sembrano buone garanzie.

Fonte: Il Sussidiario

6 - EUTANASIA INFANTILE? UN AUTOGOL
Parlando di minori tutti i nodi sull’eutanasia vengono al pettine
di Carlo Bellieni - Fonte: Avvenire

Appare sull'ultimo numero di Micromega, in piena campagna di vari massmedia a favore dell'eutanasia, uno scritto del dottore olandese Eduard Verhagen. Come si sa, Verhagen è uno dei principali estensori del protocollo di Groningen, che ha aperto all'eutanasia infantile in Olanda, contrastato da molti. A contrastare il protocollo di Groningen non furono solo coloro i pro-life, ma anche i neurochirurghi olandesi che curano i bambini con spina bifida, che si stupivano come uno dei casi esemplari su cui applicare la «dolce morte» fosse proprio questa malattia che loro curavano spesso con successo. Nel 2009 sul Journal of perinatal medicinestudiosi americani spiegavano che il protocollo di Groningen «è non necessario clinicamente, è non scientifico e non etico». E a stupirsi sono oggi i neonatologi belgi Serge Vanden Eijnden e Dana Martinovici che, pur non contrari all'eutanasia, criticavano Il Protocollo sul numero di giugno di Clinical ethics .
«Una delle principali pecche del Protocollo – scrivono – è aver trasposto la nozione di sofferenza insopportabile dall'adulto al neonato. Ma la maggioranza dei neonati di cui stiamo parlando non percepiscono dolore.
Soffrono? Vogliono morire? Il buon senso di qualsiasi osservatore risponderebbe no. E gli studi sulla qualità della vita non sempre confermano che le più gravi disabilità sono associate con il maggior dolore».
I due autori mettono in dubbio che i medici siano sempre in grado di prendere oggettivamente le decisioni sul fine vita così come non lo sono i genitori, stretti tra stress e conflitto di interessi. Eutanasia infantile: ulteriore passo in un sentiero scosceso o finalmente emersione delle contraddizioni eutanasiche? In realtà parlare di eutanasia in caso di bambini fa venire molti nodi al pettine: può un minore dare un consenso alla propria morte; può valutare realisticamente il proprio futuro? Nel caso del bambino la risposta è no; e per l'adulto? Già: l'eutanasia – anche quella degli adulti – è davvero una richiesta libera o ha altre cause esterne alla libertà del soggetto, in particolare la scarsezza colpevole delle cure palliative, antidolorifiche e antidepressive?
Colpisce positivamente che proprio Umberto Veronesi, che non fa mistero di un suo appoggio all'eutanasia, intervistato da Oggi dichiari: «Sono convinto che con adeguate cure palliative nessuno chiederebbe l'eutanasia». Ma allora perché non chiediamo più cure per tutti? Insomma, tirare l'eutanasia infantile dentro il dibattito sul fine-vita è un autogol da parte di chi supporta l'eutanasia perché a ben pensarci, i dubbi sulla libertà della decisione e sul dolore insopportabile (che invece non trova una risposta in terapie serie) sono poi i dubbi che viene da farsi anche quando un adulto chiede di morire.
Prevenzione e compagnia: sappiamo quanto lavoro ancora aspetti i ricercatori e i medici in questi delicati campi, quanto siano costosi e impegnativi per le risorse pubbliche e quanto persone non in fin di vita ma sostanzialmente 'stanche della vita' siano tra i fruitori dei servizi di suicidio assistito e eutanasia. Il ruolo di uno Stato dovrebbe essere prevenire, lenire e curare: la strada dell'eutanasia ci sembra invece una brutta scorciatoia pilatesca. Le proposte di eutanasia per chi non può esprimersi come i bambini sono come un cartello che involontariamente ma utilmente indica il gran limite della eutanasia legalizzata.

Fonte: Avvenire

7 - EUTANASIA PER I MINORI BOCCIATA DALLA COMUNITA' MEDICA
Un'assurdo giuridico prima ancora che etico
Fonte UCCR online

In Belgio è stato approvato in prima istanza il testo di legge che estende la possibilità dell’eutanasia anche ai minori malati in fase terminale, se richiesta da loro stessi ed a condizione che uno psicologo abbia certificato la “capacità di giudizio” del minorenne richiedente.
Come già in molti hanno fatto notare, i vari Gabriele Paolini dovrebbero rallegrarsi in quanto se bastasse davvero uno psicologo per certificare la “capacità di giudizio” dei minorenni sul loro suicidio, perché lo stesso non dovrebbe valere anche per dare il via libera ai rapporti sessuali con gli adulti?
L’eutanasia per i minori arriva undici anni dopo l’approvazione completa per gli adulti (con un aumento del 500% nelle morti di eutanasia tra il 2003 e il 2012) e questo dimostra l’inevitabile piano inclinato, all’inizio è stata legalizzata per i soli malati terminali adulti e da lì in avanti è stato impossibile fermarsi: è toccato ai malati non terminali, poi a chi soffre a livello psicologico, poi agli anziani anche senza alcuna malattia fino ad oggi, dove si è aperto anche ai bambini in fase terminale. E il piano rimane inclinato verso ennesime aperture. «Quando il Belgio è stata legalizzata l’eutanasia», ha spiegato Tom Mortier sul “National Post”, «c’erano garanzie che sarebbe stato ben controllato e limitato ai casi eccezionali. Ma il numero di casi possibili è aumentato ogni anno raggiungendo quasi il 2% dei decessi totali nel 2012, e la definizione di ciò che è accettabile si sta continuamente espandendo». Numerose le volte, inoltre, si è praticata l’eutanasia su persone sane e senza il loro consenso, come accaduto alla madre di Marcel Ceuleneur.
Al Parlamento europeo si è svolto un dibattito sulla nuova legge belga a cui ha partecipato il professor Etienne Vermeersch, il padre delle leggi sull’aborto e l’eutanasia in Belgio il quale ha spiegato che la modifica alla legge in vigore dal 2002 è necessaria “per consentire di praticare l’eutanasia sugli handicappati”, adulti o bambini che siano. “Il Foglio” ha rivelato che Vermeersch è entrato nell’ordine dei Gesuiti nel 1953 ma nel 1958 ha rotto con la fede cattolica diventando un militante scettico e ateista, “un umanista” (autore di “Perché il dio cristiano non può esistere”). Nel 1979 si è pronunciato a favore della depenalizzazione della pedofilia e il suo nome è soprattutto legato alla teoria della sovrapopolazione come minaccia principale all’umanità. Sostiene infatti che i governi debbano intervenire per limitare i tassi di fertilità a un solo figlio per coppia, sostenendo la disumana politica del figlio unico in Cina.
Fortunatamente la bocciatura di tale decisione del governo belga è stata pressoché unanime nel mondo medico-scientifico, religioso e politico, con l’eccezione dei Radicali italiani. Tutte le associazioni mediche principali del mondo occidentale sono contrarie ad ogni forma di eutanasia e suicidio assistito, in Italia si sono espressi contro il Comitato nazionale di bioetica (Cnb), il Consiglio nazionale degli psicologi e la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), il cui presidente Amedeo Bianco ha giustamente ricordato: «L’eutanasia, in assoluto è vietata dal nostro Codice penale ed anche dal Codice deontologico medico», e al divieto si aggiunge comunque il fatto che oggi «sono disponibili efficaci terapie anti-dolore che permettono di alleviare anche le situazioni di sofferenza maggiori».
Ha quindi proseguito: «E’ difficile, con i progressi fatti dalle terapie antalgiche, contro il dolore immaginare che possano esistere oggi condizioni di sofferenza sulle quali non si possa intervenire e che non possano essere alleviate. Ciò anche prevedendo e sapendo che l’utilizzo di tali tecniche farmacologiche può tuttavia comportare un’accelerazione del processo del morire. Va però sottolineato che oggi ci sono gli strumenti per alleviare il dolore e la sofferenza, che sono gli elementi che possono spingere verso una scelta eutanasica. Mi pare che tale proposta attenga piuttosto ad una cultura, quella belga, profondamente diversa dalla nostra, sia dal punto di vista giuridico che bioetico».
Le affermazioni di Bianco, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, sono convincenti ragioni laiche da contrapporre ai teorici della morte ed è corretto per noi cattolici affrontare il dibattito bioetico in questo modo, non soltanto avanzando motivazioni di tipo etico-religioso.

Fonte: UCCR online

8 - LA SCIENZA LO CONFERMA: UN BAMBINO HA BISOGNO DI UN PADRE E DI UNA MADRE
E i giudici che dimostrano di ignorarlo svelano il loro pregiudizio ideologico
Fonte UCCR online

Sul sito web del “McGill University Health Centre”, ovvero una delle più grandi istituzioni mediche in Canada, è comparso un articolo in cui si divulgano i risultati di uno studio scientifico realizzato dai suoi ricercatori: «Anche con la tecnologia di oggi, occorre ancora che ci sia un maschio e una femmina per fare un bambino. Ma è importante che entrambi i genitori accolgano quel bambino? Molti studi hanno fino ad ora indicato il valore della madre, ma pochi hanno chiaramente definito l’importanza di un padre», si legge.
La ricerca, pubblicata sulla rivista “Cerebral Cortex”, mostra infatti che l’assenza del padre durante i periodi di crescita critici, porta al deterioramento delle abilità sociali e comportamentali in fase adulta. «Anche se abbiamo utilizzato topi, i risultati sono estremamente rilevanti per gli esseri umani», ha specificato l’autore senior, la psichiatra Gabriella Gobbi. «I deficit comportamentali che abbiamo osservato sono coerenti con gli studi umani dei bambini cresciuti senza un padre. Questi bambini hanno dimostrato di avere un aumentato rischio di comportamenti devianti e, in particolare, le ragazze hanno dimostrato di essere a rischio di abuso di sostanze».
Questi risultati, conclude l’articolo del McGill University Health Centre, «dovrebbero indurre i ricercatori a guardare più profondamente nel ruolo dei padri durante le fasi critiche della crescita e suggeriscono che entrambi i genitori sono importanti nello sviluppo della salute mentale dei bambini».
Un altro duro colpo, dunque, per i sostenitori delle adozioni omosessuali o del benessere del bambino nelle famiglie monoparentali. Una donna, pensiamo alle relazioni omosessuali, non si può improvvisare uomo e tanto meno padre. E’ sempre la ricerca a mostrare che le differenze tra uomini e donne (tra padre e madre, dunque) sono di tipo biologico-cerebrale e non culturale. Una donna e un uomo, indipendentemente dai loro sentimenti affettivi e dai loro desideri di non essere quel che sono, rimarranno sempre legati alla loro sessualità biologica. Sempre gli studi, raccolti in gran parte nel nostro dossier specifico, dimostrano che un bambino ha bisogno di crescere all’interno di un equilibrio dato unicamente dalla differenza sessuale, così come d’altra parte la natura ha previsto.

Fonte: UCCR online

9 - PAPA FRANCESCO ''PERSONA DELL'ANNO'' PER IL TIME E PER UNA NOTA RIVISTA GAY
Il Pontefice spesso esaltato per contrapporlo alla Chiesa, le sue parole strumentalizzate per usarle contro i cattolici
di UCCR online - Fonte:

Molto interessante la decisione della celebre rivista "Time" e di quella gay "The Advocate" di premiare Papa Francesco come "persona dell'anno".
Non che avessimo bisogno del "Time" e non che al Pontefice e alla Chiesa importino poi molto gli elogi mediatici e mondani, anzi, probabilmente preferirebbero subire la stessa sorte di Gesù Cristo e di Pietro. «Beati voi quando gli altri vi odieranno, quando parleranno male di voi e vi disprezzeranno come gente malvagia perché avete creduto nel Figlio dell'uomo», ammoniva Gesù ai suoi discepoli pronti a portare nel mondo la Chiesa da Lui istituita. «Quando vi accadranno queste cose siate lieti e gioite, perché Dio vi ha preparato in cielo una grande ricompensa. Guai a voi quando tutti parleranno bene di voi: infatti i padri di questa gente hanno trattato allo stesso modo i falsi profeti».  Il mondo applaude solo i falsi profeti perché «se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia» (Gv 15, 18-21).
C'è da preoccuparsi allora se Papa Francesco non subisce l'odio patito dal suo predecessore Benedetto XVI? E' un falso profeta? Assolutamente no: il Pontefice viene spesso esaltato solo per contrapporlo alla Chiesa, le sue parole vengono strumentalizzate solo per usarle contro i cattolici e le loro convinzioni (in particolare in campo bioetico) e i suoi pensieri più scomodi non vengono riportati diffusamente, correttamente e in modo integrale. E' sempre guerra alla Chiesa, giocata non più direttamente tramite i fotomontaggi di Papa Ratzinger nazista, ma attraverso una modalità più subdola.
In questo contesto è da leggersi la campagna generata dalla famosa frase di Francesco sull'aereo in ritorno dalla GMG brasiliana: «Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?». Per questa frase la rivista omosessuale lo ha incoronato persona gay-friendly dell'anno, dimenticando la parte successiva: «Il catechismo della Chiesa cattolica dice che queste persone non devono essere discriminate ma accolte». Ovvero: il Pontefice ha semplicemente ribadito quello che da secoli è scritto nel Catechismo cattolico: condannare il peccato e non il peccatore, l'uomo non va giudicato a questo penserà Dio, piuttosto va aiutato e sostenuto nel cammino.
Va invece sempre giudicato il peccato, perché questo è di aiuto a tutti gli uomini. Papa Francesco lo ha fatto tante volte, anche nei riguardi dell'omosessualità, con parole molto dure: nel luglio 2010, da Arcivescovo di Buenos Aires e Primate dell'Argentina, ad esempio, tramite una lettera ha invitato la comunità cattolica argentina a pregare con fervore per prevenire la legge sul matrimonio e sull'adozione omosessuale: «Nelle prossime settimane, il popolo argentino si troverà ad affrontare una situazione il cui esito potrebbe nuocere gravemente alla famiglia. La posta in gioco è l'identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. La posta in gioco sono le vite di tanti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati del loro sviluppo umano con un padre e una madre, voluti da Dio. La posta in gioco è il rifiuto totale della legge di Dio incisa nei nostri cuori». Ha proseguito: «Cerchiamo di non essere ingenui: questo non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo di distruggere il piano divino. Non è solo un disegno di legge ma una "mossa" del Padre della menzogna che cerca di confondere e ingannare i figli di Dio». Nemmeno Benedetto XVI si era espresso con tanta vigorosità, chissà se le riviste gay riporteranno anche queste frasi.
Sempre nel 2010 Bergoglio ha sospeso Jose Nicolas Alessio dal sacerdozio in quanto si era pubblicamente detto favorevole al matrimonio gay. Lo stesso ha fatto da pontefice pochi mesi fa, scomunicando un sacerdote australiano leader di un gruppo in favore del matrimonio gay e dell'ordinazione delle donne. Anche oggi, da pontefice, difende il matrimonio naturale: «La Chiesa offre una concezione della famiglia, che è quella del Libro della Genesi, dell'unità nella differenza tra uomo e donna, e della sua fecondità. In questa realtà riconosciamo un bene per tutti, la prima società naturale, come recepito anche nella Costituzione della Repubblica Italiana. Vogliamo riaffermare che la famiglia così intesa rimane il primo e principale soggetto costruttore della società e di un'economia a misura d'uomo, e come tale merita di essere fattivamente sostenuta», ha scritto recentemente. Certo, non ne parla spesso, come ha spiegato lui stesso: «La Chiesa si è già espressa perfettamente su questo [il matrimonio omosessuale]. Non era necessario tornarci, come non ho parlato neppure della frode, della menzogna o di altre cose sulle quali la Chiesa ha una dottrina chiara! Non era necessario parlare di questo, bensì delle cose positive che aprono il cammino ai ragazzi. Inoltre i giovani sanno perfettamente qual è la posizione della Chiesa! E la mia posizione è la stessa perché sono figlio della Chiesa».
Anche da cardinale combatteva l'aborto e l'eutanasia come fa oggi definendola "cultura dello scarto". «Questa è una battaglia per sostenere i numerosi attentati contro la vita umana, contro la diffusione della cultura della morte», ricordava nel 2009. Nel 2007 ha tuonato contro l'aborto parlando di "sentenza di morte", rilevando la contraddizione di chi si oppone alla pena di morte per gli adulti ma non a quella per i bambini. Lo stesso ha fatto recentemente da pontefice spiegando che «la "cultura dello scarto", «ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito ha il volto di Gesù Cristo, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. Non si possono scartare, come ci propone la "cultura dello scarto"! Non si possono scartare!», ha incalzato. «Per questo l'attenzione alla vita umana nella sua totalità è diventata negli ultimi tempi una vera e propria priorità del Magistero della Chiesa, particolarmente a quella maggiormente indifesa, cioè al disabile, all'ammalato, al nascituro, al bambino, all'anziano, che è la vita più indifesa».
La novità nel pensiero di Francesco è di continuare a sostenere il Magistero della Chiesa in campo bioetico, ma chiedendo allo stesso tempo di non trascurare la tenerezza, la misericordia e la compassione verso gli ultimi e sopratutto verso il vero messaggio evangelico di cui ha bisogno l'uomo: "Gesù Cristo ha salvato anche te". E' un insegnamento importante, fondamentale, sopratutto per coloro che vivono il dibattito sui "valori non negoziabili" come ossessione ideologica e questione di vita e di morte. No, ci dice il Pontefice, sosteniamo la verità ma restando liberi dall'esito dei nostri sforzi, non demoralizziamoci e non dimentichiamoci di impegnarci allo stesso modo anche nella carità e nella misericordia.
La provocazione di "The Avocate" è un clamoroso autogol, umiliante oltretutto per personaggi come Obama e Hollande che hanno fatto di tutto pur di apparire omofili, ma anche la decisione della laicissima rivista "Time". Secondo "Repubblica", però, quest'ultima avrebbe premiato Francesco perché «parla dei poveri, dei disperati, degli immigrati; perché vuole la Chiesa come un ospedale da campo per curare le ferite di chi soffre, delle vittime di tutte le guerre, degli ultimi», ma anche perché «difende i valori della vita e della famiglia ed ha avviato concretamente un'opera di ricostruzione della credibilità della Chiesa». Queste frasi attribuite al "Time", tuttavia, non siamo riusciti a trovarle in versione originale. Anche la rivista inglese, probabilmente (a meno che queste frasi esistano davvero), ha perciò preso lo stesso abbaglio, premiando un grandissimo Pontefice per il suo alto profilo morale e, dunque, valorizzando implicitamente anche i suoi pensieri a favore della vita e della famiglia naturale, galvanizzando tutti coloro che la pensano esattamente come lui.


10 - LA RIVISTA ''SCIENTIFIC AMERICAN'' AFFERMA CHE LA VITA NON ESISTE
Per questi pseudo-scienziati, vostro figlio, che corre in bicicletta, è vivo quanto il pezzo di ferro arrugginito che sta nella discarica
di Antonio Socci - Fonte: Libero
Fonte: Libero

11 - MI SONO CURATA GRAZIE AGLI ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI
Il volto disumano dell'animalismo: Caterina, 25 anni, 4 malattie genetiche rare, riceve 30 auguri di morte e oltre 500 insulti, tra cui ''Valgono più 10 topi che te'' e ''Era meglio se morivi a 9 anni''
di Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana

12 - SPAGNA: CANCELLATA LA LEGGE ZAPATERO SULL'ABORTO? NO, PURTROPPO!
Non cambia quasi nulla eppure i giornali italiani parlano di svolta, dietrofront, retromarcia, ma è un inganno
di Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana

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