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NO AL REATO DI OMOFOBIA, NO AL ''MATRIMONIO'' GAY
Comunicato stampa delle associazioni Scienza e Vita toscane
da Scienza e Vita

Le articolazioni locali dell'associazione "Scienza e Vita" presenti in tutta la Toscana (Firenze, Pisa, Livorno, Siena, Lucca, Pontremoli) che hanno già affrontato più volte nei propri convegni il tema dell'ideologia del gender, rilevandone la pericolosità sul piano sociale, per la famiglia e per i diritti  e l'educazione dei figli, facendo eco all'importante manifestazione di sabato 19 gennaio a Palazzo Vecchio in Firenze sul testo di legge "Scalfarotto" (n°1052) approvato alla camera il 19/9/2013 e in discussione al Senato, auspicano una grande mobilitazione ideale e civile dell'opinione pubblica volta a mettere in rilievo il significato specifico della sessualità umana e il valore della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna  e aperta alla procreazione.
Da anni si assiste, anche a livello europeo ed internazionale ad una sistematica aggressione alla famiglia non solo sul piano culturale e, particolarmente in Italia, ma anche sul piano delle politiche economiche , fiscali e sociali.
Nella convinzione che solo dinamiche familiari forti possono assicurare equilibri sociali stabili, deve essere riaffermato il grande valore ideale e la fondamentale funzione sociale (ed, altresì, economica) della famiglia che trasmette la vita e si apre al futuro non solo per dare pienezza umana all'esistenza individuale ma anche per offrire alla società il supporto indispensabile di coesione sociale, specie nella  stagione della "emergenza educativa" e del "suicidio demografico" in cui i tassi di crescita della popolazione  sono negativi.
Da queste convinzioni deriva la nostra netta opposizione aI Disegno di legge sull'omofobia (dagli stessi promotori ritenuto come tappa necessaria verso il "matrimonio" omosessuale, che introduce una inaccettabile limitazione ai diritto di ogni cittadino di manifestare liberamente il proprio pensiero, come stabilito dall' articolo 21 della Costituzione.
L'opposizione alle discriminazioni verso gli omosessuali, che nessuno vuol mettere qui in discussione, è espressione dell'assoluto rispetto dovuto ad ogni persona in quanto tale,  ma non può e non deve tradursi, come avverrebbe se passasse questa legge, in una discriminazione di senso opposto, finendo per perseguire penalmente anche chi voglia affermare e difendere, rispetto ad ogni altra forma di convivenze, l'unicità del matrimonio e della famiglia formata dall'unione tra un uomo e una donna, dove nascono e si formano le future generazioni e, pertanto, il suo imparagonabile valore morale, economico e sociale contemplato dalla nostra costituzione.
Pertanto si invitano le istituzioni competenti e i rappresentanti politici alla massima vigilanza affinché sia scongiurata questa pericolosa deriva verso una legislazione liberticida o addirittura, come da alcuni autorevoli giuristi paventato, totalitaria.

 
Fonte: Scienza e Vita, 20 gennaio 2014


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